La prima fase processuale della controversia fra Oracle e Google per i brevetti Java potrebbe essere alle battute finali. Ieri il giudice William Alsup ha interpellato gli avvocati di accusa e difesa per delineare il possibile seguito della vicenda giudiziaria, e tutti hanno concordato che, qualora il magistrato non dovesse riconoscere il diritto al copyright per il codice Java, le due aziende si accorderebbero per un risarcimento di gran lunga inferiore a quello chiesto originariamente da Oracle.
Potrebbe chiudersi con un accordo di risarcimento la vicenda Oracle vs Google
A riguardo ricordiamo che subito dopo la prima sentenza parziale fonti autorevoli avevano puntualizzato che per i termini di legge Oracle avrebbe potuto chiedere un risarcimento massimo di 150mila dollari, perché la violazione di Google riguardava solo nove righe di codice su 15 milioni e la giuria non aveva riconosciuto l'intenzionalità del dolo. A tal proposito era stato proprio Alsurp a caldeggiare una contrattazione per evitare spese processuali esagerate visto l'importo del risarcimento.
Su questo punto sembra quindi che gli avvocati concordino, ma tutto prescinde da quello che deciderà il magistrato a chiusura del processo, entro la fine della prossima settimana: se il giudice decide che le API non sono coperte da copyright, Oracle potrà chiedere i danni che le spettano per legge solo per quello che riguarda le nove linee di codice rangeCheck. Eventualmente Oracle potrebbe poi ricorrere alla Corte d'Appello.
Se invece Alsup decide che le API sono coperte da copyright si aprirà un nuovo processo per violazione di copyright con una nuova giuria. In ogni caso la giuria del dibattimento in corso non si occuperà delle questioni di copyright.
La decisione di Alsurp in merito è di importanza vitale per il sistema giudiziario statunitense, perché potrebbe influenzare molte altre cause analoghe in un prossimo futuro. I più ritengono che un riconoscimento del copyright per le API equivarrebbe a un blocco dello sviluppo di software, e della stessa idea è evidentemente l'alta corte europea, che un paio di settimane fa ha deliberato in questo senso.
Infine, se Oracle dovesse decidere di chiedere un processo a parte per fissare l'importo del risarcimento, nessuna delle due parti in causa potrà usare qualsiasi rapporto o gli stessi periti che si sono già presentati davanti all'attuale giuria. Una condizione che non sembra particolarmente favorevole.