29/08/2011 di Redazione

Oracle vs Google: le mail provano il dolo sui brevetti

Il giudice accoglie la richiesta della società di Larry Ellison e impone a Google di presentare sia le bozze sia le versioni definitive dei messaggi i cui contenuti sarebbero la prove schiaccianti della violazione consapevole dei brevetti Java operata dal

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Per la terza volta consecutiva il giudice Alsup ha emesso un'ordinanza contro Google nell'ambito della causa legale con Oracle (Oracle: Google ci deve 2,6 miliardi di dollari) per la violazione della Java Dalvik. Il giudice ha imposto a Google di presentare alla corte i messaggi di posta elettronica che sono stati identificati come "mail Lindholm" e che conterrebbero prove che testimoniano la consapevolezza di Google di violare i brevetti di Oracle.

Alsup pretende di vedere tutte le versioni di queste mail, compresi i salvataggi delle bozze e le versioni definitive. Il giudice ha quindi appoggiato alla fine della scorsa settimana la richiesta che Oracle aveva avanzato agli inizi di agosto.

Nella causa contro Oracle, Google rischia la sconfitta

Le due email in questione mettono Google in una posizione molto rischiosa perché sottintendono che Andy Rubin fosse al corrente del fatto che Android richiedesse una licenza per Java, e in seconda battuta che tale necessità fosse attuale ed evidente lo scorso anno. In sostanza, sarebbero la prova che Google avrebbe violato coscientemente i brevetti di Oracle (Oracle perde brevetti, Google paga l'incertezza).

Stando a quanto si è appreso, quelle che Google dovrà consegnare al giudice sono due mail. La prima, spedita nel 2005 quando il sistema operativo di Google era in fase di progettazione, sarebbe stata inviata da Andy Rubin e avrebbe incluso le seguenti affermazioni: "se Sun non vuole lavorare con noi, abbiamo due opzioni: 1) Abbandonare il nostro lavoro e adottare MSFT CLR VM e linguaggio C # - o - 2) Proseguire comunque con Java e difendere la nostra decisione, magari facendoci i nemici lungo la strada."

Se Google dovesse predere la causa contro Oracle i prezzi degli smartphone Android potrebbero aumentare

Le seconda mail è del 2010 ed è quella che è diventata celebre come "bozza Lindholm". in questo scritto un dipendente di Google, ex Sun, scrive che "Quello che ci è stato chiesto di fare (da [i fondatori di Google] Larry [Page] e Sergey [Brin]) è indagare quali alternative tecniche idonee a Java esistano per Android e Chrome. Ne abbiamo analizzato un gruppo ma pensiamo che facciano tutte schifo. Concludiamo che abbiamo bisogno di negoziare una licenza per Java sotto i termini per i quali ne abbiamo bisogno."

La giuria vedrà quindi le mail Lindholm, nonostante i tentativi degli avvocati di Google di nasconderle, quindi l'azienda di Mountain View si avvia verso una possibile e ormai probabile sconfitta. Gli avvocati di Google potrebbero sempre fare ricorso alla Corte d'Appello del Circuito Federale (CAFC) dopo l'eventuale sconfitta in questo procedimento legale, e chiedere un nuovo processo che potrebbe (se la fortuna li assiste) essere presieduto da un giudice più compiacente.

Naturalmente, non si può mai escludere che la giuria possa essere meno impressionata del giudice dalla mail di Lindholm, tuttavia gli sforzi di Google per liberarsi di quell'elemento di prova dimostrano che Google ha la coda di paglia. La conseguenza di una sconfitta di Google sarebbe un prevedibile aumento dei prezzi degli smartphone Android. Oracle, infatti, si era già portata avanti chiedendo ai produttori il pagamento delle royalties (Oracle inizia a battere cassa ai produttori Android).


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