Quanto odiate PowerPoint? Se la vostra risposta è "molto" sappiate che non siete soli e che alle prossime elezioni potrete manifestare liberamente questo sentimento. In Svizzera, infatti, è nato il Partito Anti PowerPoint (APPP - Anti PowerPoint Party), che si presenta come difensore dei circa 250 milioni di utenti in tutto il mondo che ogni mese sono costretti a fare presentazioni in PowerPoint per l'azienda, per l'università o per altre istituzioni.
Il fondatore dell'APPP, Matthias Poehm, spiega che la sua idea non è di fare un'azione dimostrativa, se vogliamo anche spiritosa, contro PowerPoint, ma di evitare una paralisi per l'economia mondiale. Dopo un complesso calcolo, infatti, Poehm è giunto alla conclusione che ogni anno si gettano al vento qualcosa come 110 miliardi di euro solo in Europa a causa del tempo perso nel fare presentazioni e/o assistervi.
Il logo del Partito Anti PowerPoint
Il numero di per sé pare allarmante, e parte dal presupposto che le presentazioni con il molesto programma di Microsoft vengano svolte con cadenza bisettimanale almeno nell'11 percento delle aziende e degli istituti scolastici, e che assistano in media 10 partecipanti ciascuna (ma nelle istituzioni più grandi può essere molto più alto).
PowerPoint è stato inserito nel nome del partito in quanto ha il (de)merito di essere il programma di presentazioni più popolare, ma il fondatore del partito non premia nemmeno Keynote di Apple, che considera egualmente pestilenziale, e in generale i programmi adibiti a fare presentazioni. L'opinione di Poehm, infatti, è che nel 95 percento dei casi si otterrebbe la stessa efficacia con un flip-chart. Sempre secondo Poehm, l'85 percento di coloro che assiste alle presentazioni ritiene che abbassino le loro motivazioni, anziché rinnovarle.
Veniamo al programma politico di APPP, che è assolutamente civile e democratico nei suoi intenti: non si chiede la soppressione dei software di presentazione o il divieto di usarli, che sarebbe poco rispettoso. Si chiede semplicemente che i capiufficio, i dirigenti, gli insegnanti di scuola e chiunque sia nella posizione di poterlo fare non obblighino dipendenti, studenti e collaboratori a usare PowerPoint.
Poehm chiede, in sostanza, di riflettere sul numero e sull'utilità delle presentazioni che si fanno e si commissionano, e di domandarsi se siano davvero tutte necessarie, o se non esista un modo più semplice e rapido per discutere degli stessi contenuti senza davanti una slide.
Il Partito Anti PowerPoint viene definito come un movimento internazionale, ed è stata scelta la Svizzera come sede perché consente a tutti i cittadini del mondo di aderirvi. Le aspettative, inutile negarlo, sono alte: secondo i calcoli di Poehm, l'APPP potrebbe divenire in breve tempo il quarto maggiore partito elvetico, quindi potrebbe presto guadagnare la ribalta delle cronache.