Un vento di notizie e indiscrezioni soffia su Telecom Italia, facendo ballare come una girandola il suo titolo in Borsa. L’azienda ha ufficialmente smentito le speculazioni sull’uscita di scena di Marco Patuano e quelle (diffuse da Dagospia) che indicavano il nome di Luigi Gubitosi come probabile sostituto. Sulle ali di queste indiscrezioni il titolo aveva guadagnato oltre dieci punti percentuali nel corso di una settimana, salvo poi crollare dopo la smentita di Telecom Italia, che ha definito tali notizie come “prive di fondamento”.

Eppure non solo anonime soffiate, ma anche osservatori del mercato come Tommaso Iaquinta della banca d’investimento Livolsi-Iaquinta & Partners avevano definito Patuano come “un uomo del passato”, che per restare in gioco avrebbe dovuto allinearsi alle pressioni di Vivendi cioè del socio di maggioranza, detentore del 23,8% di Telecom Italia. Durante un vertice tenutosi a Parigi la settimana scorsa, Patuano ha incontrato i dirigenti dell’azionista francese, discutendo alcune delle scelte strategiche all’orizzonte.

Secondo quanto dichiarato dall’Ad ai microfoni del Sole 24 Ore, Vivendi avrebbe approvato “con convinzione” il piano di investimento di 12 miliardi di dollari, da qui al 2018, per nuove infrastrutture di rete fissa e mobile. Questa dichiarazione ufficiale si combina con le indiscrezioni riportate da Reuters su un accordo con Metroweb, società che – fra le altre cose – ha realizzato il cablaggio in fibra ottica di Milano.

In un incontro tenutosi nel capoluogo lombardo, Pautano e Alberto Trondoli, amministratore delegato di Metroweb, insieme a Claudio Costamagna (presidente della Cassa Depositi e Prestiti-Cdp) e Renato Ravanelli (ad di F2i) avrebbero discusso l’ipotesi della creazione di una società destinata allo sviluppo congiunto di una nuova rete a banda ultralarga in fibra ottica Ftth (Fiber to the Home). Si tratterà, sempre secondo Reuters, di una newco che beneficerà di 2,5 miliardi di euro di fondi pubblici già stanziati per la cablatura di 250 località.

Dal sito di Metroweb

 

Tornando alle dichiarazioni ufficiali, c’è qualche altro dettaglio noto sul futuro di Telecom Italia. Secondo le parole di Patuano, oltre allo Stivale resterà strategico il mercato brasiliano, tant’è che non sarebbe in programma la cessione della controllata Tim Participacoes. Dalla vendita di Tim Argentina, invece, il gruppo si attende un guadagno di 600 milioni di euro. Capitale che, insieme al nuovo piano industriale (con allegata previsione di risparmi dal 7 al 9% sui costi), aiuterà Telecom a risanare parte dei suoi debiti. A detta dell’amministratore delegato è in corso, inoltre, la trattativa per la cessione di una parte di Inwit. Nel complesso, l’indebitamento è sotto controllo e la società ha in cassa liquidità sufficiente a coprire le scadenze dei prossimi tre anni.