Il computer-Frankenstein di Fujitsu, Vaio e Toshiba è un po’ più vicino. Fujitsu ha annunciato lo spin-off della sua divisione Pc, una mossa che pare confermare la fondatezza dei recenti rumors su una prossima alleanza o parziale fusione fra le tre società asiatiche. Un’alleanza utile, se non necessaria, per evitare di soccombere in un mercato ancora al ribasso e troppo dominato dai capofila Lenovo, Hp, Asus, Acer ed Apple.

Ma non è tutto: verrà creata anche una seconda “società figlia”, tramite lo spin-off della divisione mobile. Fujitsu, in ogni caso, rimarrà proprietaria delle due aziende nate dallo spin-off. Le due società saranno effettive dal primo di febbraio del 2016 e si chiameranno, rispettivamente Fujitsu Client Computing Limited e Fujitsu Connected Technologies Limited.

Questa doppia scelta è dunque propedeutica all’eventuale accorpamento delle attività relative ai Pc con quelle di Toshiba e Vaio (marchio a sua volta “abbandonato” da Sony). Ai tre brand, pur storici e affermati, oggi serve massa critica e l’unione dei loro volumi di vendita potrebbe arrivare a coprire circa il 6% del mercato, stando ai dati di Idc. A detta della società di ricerca, nel terzo trimestre del 2015 le vendite di personal computer sono calate dell’11%, anno su anno, con 71 milioni di unità (fra cui 42 milioni di laptop) distribuite dai produttori, mentre per l’intero anno si stima una contrazione del 10,3%.

 

Arrows NX F-04G, uno smartphone di Fujitsu con riconoscimento dell'iride, venduto solo in Asia

 

 

Vanno poi considerate le ragioni economiche più immediate, ovvero l’opportunità di sgravare la casa madre dal peso di due divisioni in difficoltà. “La commodizzazione di prodotti diffusi ovunque, in particolare Pc e smartphone, ha reso sempre più difficile diversificarsi, e la competizione con vendor internazionali emergenti si è intensificata”, recita la nota diffusa da Fujitsu. L’azienda ha, inoltre, spiegato che la duplice mossa favorirà la “accountability gestionale, permetterà di prendere decisioni più rapide e di ottenere un’efficienza complessiva”.