11/03/2011 di Redazione

Pechino blocca ancora Nokia Siemens Networks

Il Ministero del Commercio cinese ha di nuovo acceso il semaforo rosso sull'operazione da 1,2 miliardi di dollari che porterà alla joint venture gli asset wireless di Motorola Solutions. Uno stop che interessa da vicino anche Huawei

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Altri 60 giorni, almeno. È l’entità dell’ulteriore dilazione per la chiusura dell’operazione da 1,2 miliardi di dollari, annunciata la scorsa estate, che porterà gli asset relativi alle soluzioni wireless di Motorola Solutions (e i 50 clienti in portafoglio) nelle mani di Nokia Siemens Networks. Ad accendere il semaforo rosso è stato ancora una volta il governo di Pechino e più precisamente l’Ufficio anti-monopolio del ministero del Commercio (Mofcom).

Nuovo stop a Nsn dalle autorità cinesi all'acquisizione degli asset wireless di Motorola


Nokia Siemens aveva ipotizzato, in uno statement datato 28 dicembre 2010, la chiusura del deal entro la fine di marzo ma non aveva fatto i conti con l’ostracismo delle autorità cinesi, che hanno appena avviato la terza fase del processo di revisione della pratica (la cui durata è per l’appunto di due mesi) dopo che sono già trascorsi i 120 giorni previsti dalle prime due fasi di verifica. Allo stato attuale delle cose di date certe però non ce ne sono anche se i portavoce della joint venture hanno ribadito che l’obiettivo di incorporare le attività di rete di Motorola verrà perseguito fino in fondo. Anche perché l’operazione ha già ricevuto, sin dallo scorso dicembre, le approvazioni di tutti gli uffici antitrust dei Paesi interessati dall’operazione in Europa e negli Stati Uniti e il via libera di Brasile, Giappone, Russia, Sud Africa, Taiwan e Turchia.
 
Per il secondo vendor al mondo di infrastrutture di rete dopo Ericsson, con una quota di mercato nell’ordine del 21% (dati di Dell’Oro Group relativi al quarto trimestre 2010), uno stop inatteso che potrebbe avere delle correlazioni con la vicenda che, da gennaio, vede contrapposte in tribunale Huawei e Motorola. Con la prima a fare causa negli Usa alla seconda, suo storico partner commerciale, per aver rivelato informazioni riservate a Nokia Siemens Network su prodotti e strategie di vendita. Il colosso delle reti cinese ha già incassato una prima vittoria, e cioè l’imposizione a Motorola di non trasferire informazioni alla joint venture, da un giudice Usa, ma quest’ultimo non ha bloccato la transazione oggi all’esame dell’autorità di Pechino. Che, coincidenza vuole, hanno alzato di nuovo il cartello con scritto “alt”.


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