24/03/2012 di Redazione

Pendrive: attenzione a prestarle, firmato Kingston

Secondo una recente ricerca, le chiavette Usb rimangono un must per l’utenza generalista, tant’è che la percentuale di coloro che ne possiedono almeno una è superiore al 96%. Attenzione però a metterle in mani altrui: i gadget non tornano quasi mai al pro

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In tempi di cloud-mania, qualcuno potrebbe pensare a loro come oggetti destinati a una lenta estinzione: e invece le chiavette Usb, in base a quanto svela un addetto ai lavori come Kingston Technology, sono ancora considerate un oggetto prezioso, utile e irrinunciabile da moltissimi italiani.

Vuoi per le dimensioni micro, vuoi per la facilità e immediatezza delle procedure richieste per archiviare contenuti, vuoi per la crescente capacità di storage concentrata in un oggetto comodo da agganciare al portachiavi o nascondere in una tasca, la percentuale di coloro che dichiarano di non aver mai posseduto una pendrive si limita a un piccolo 3,9% degli intervistati.

Ben oltre la metà del campione ne possiede anzi più di una: nel 26% dei casi da una a tre, nel 25% più di cinque, mentre il 13% degli utenti ha addirittura perso il conto di quante siano le chiavette Usb quotidianamente utilizzate fra casa, banchi scolastici e ufficio.

“Le chiavette rappresentano un oggetto sempre più presente nella vita di tutti i giorni – ha dichiarato Stefania Prando, business development manager di Kingston Technology Italia – e lo dimostra il fatto che il 25% degli intervistati dichiara di non potervi assolutamente rinunciare, mentre il 52%, consapevole del fatto che esistano altri sistemi di storage, considera i drive Usb quelli più pratici e veloci”.

Il sondaggio rivela anche una certa cura degli italiani nei confronti di questi oggetti tecnologici, poiché quasi la metà degli intervistati, il 48%, ha dichiarato di non aver mai perso una chiavetta, a fronte di un 13% di sbadati che hanno ammesso candidamente di aver smarrito anche più di una volta i dispositivi dove avevano archiviato documenti e file multimediali.

C’è poi la “terra di mezzo” delle chiavette prestate e mai tornate nelle mani del proprietario. Un fenomeno piuttosto diffuso, in sono incappati circa un quinto dei consumatori di tecnologia interpellati da Kingston; il 50% di coloro che prestano una chiavetta è anche consapevole che si tratterà di un “finanziamento a fondo perduto”, cioè che l’oggetto non sarà mai restituito, per dimenticanza o malafede. E c’è infine un 11% che nemmeno si preoccupa di sollecitare la restituzione della pendrive prestata all’amico o al collega di turno.

Gli ultimi dati riguardano il luogo dove i mini-archivi portatili vengono risposti e custoditi. In questo caso prevale l’improvvisazione, poiché il 42% degli intervistati ammette di conservare le Usb dove capita, a seconda dell’esigenza del momento; nel 19% dei casi le pendrive rimangono sepolte dentro la borsa, nell’8% nelle tasche della giacca, mentre i più ordinati e metodici optano per il cassetto della scrivania (13%) o per agganciare il gadget al portachiavi (7%).

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