28/11/2011 di Redazione

Per la Pec è già tempo di rinvio. Si va a inizio 2012

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha invitato le Camere di commercio a non applicare le sanzioni previste per i ritardatari. Troppe le aziende che hanno fatto richiesta della Posta certificata all’ultimo minuto. Fra il 1° e il 21 novembre inviate 505.

immagine.jpg

Una circolare del ministero dello Sviluppo economico sancisce la proroga della Pec, invitando le Camere di commercio a non applicare la sanzione da 103 a 1.032 euro prevista per le società che non comunicano il proprio indirizzo di Posta Elettronica Certificata al Registro imprese entro la scadenza di domani martedì 29 novembre.
La proroga dovrebbe durare “almeno fino all'inizio del nuovo anno”. Le numerose segnalazioni giunte da parte dei gestori dei sistema di posta elettronica certificata riguardo l’impossibilità di fare fronte all’enorme mole di richieste ha provocato il rinvio.

Fra il 1° e il 21 novembre, infatti, alle Camere di commercio sono arrivate 505.478 comunicazioni di indirizzo Pec. Per questo il ministero dello Sviluppo economico ritiene impossibile accertare dolo o colpa per le società che non avessero aderito all’obbligo. Di qui la richiesta alle Camere di commercio, per evitare contenziosi, di astenersi dall’applicare le sanzioni previste dal Codice civile.


Partenza falsa, dunque, ma è anche vero che alla vigilia non mancavano i dubbi espressi da alcuni organi direttamente interessati alla svolta voluta dall’ex ministro della PA e Innovazione, Renato Brunetta, a cominciare da Assocertificatori (l’Associazione che raggruppa i fornitori di caselle certificate), secondo cui – pur essendo in aumento il numero di società che già rispetta l’obbligo (si parla di un tasso di adozione di oltre il 20%, salito a questi livelli solo negli ultimi giorni del mese) - restano ancora poche quelle che utilizzano la comunicazione digitale.










Da Assocertificatori fanno anche notare come si è di fronte, in termini concreti, allo stesso scenario che penalizzò il debutto e l’adozione di Post@ Certificata, la casella realizzata da Poste Italiane e Telecom Italia e offerta gratuitamente ai cittadini che ne avessero fatto richiesta. Il problema secondo il Direttore Generale dell’Associazione Paolo Cascino è nell’assenza di servizi a valore aggiunto per utenti privati e business, baco imputabile al fatto che la Pubblica amministrazione, sia centrale che locale, si è dotata di una e-mail certificata senza però trasferire l’erogazione delle prestazioni pubbliche dallo sportello alla Rete. Limitando cioè la Pec a strumento digitalizzato della classica raccomandata e nulla più.


Senza reali vantaggi operativi, insomma, le aziende si starebbero adeguando all’obbligo con lentezza e indifferenza, per quanto il boom di richieste delle ultime ore sembra sconfessare questa tesi almeno dal punto di vista numerico. Quante aziende si sono però mosse per paura di intercorrere in sanzioni e quante perché convinte della bontà dello strumento?



Dal Dipartimento per la Digitalizzazione e Innovazione tecnologica, e più precisamente dal Capo dell’organismo Renzo Turatto, è arrivata in ogni caso una precisazione importante inerente il numero di caselle attivate, oltre 700mila, e più in generale volta a ribadire che la rivoluzione è partita con la creazione dell’indice delle PA che possiedono una Pec.


Ha collaborato Gianni Rusconi





ARTICOLI CORRELATI