La stagione natalizia aveva fatto ben sperare, ma adesso è arrivata una doccia fredda. Nel primo trimestre il mercato italiano della tecnologia di consumo è risultato in flessione dello 0,6 per cento rispetto allo stesso periodo del 2019. Il fatturato complessivo del retail, secondo i dati diffusi da Gfk, è stato di 3,3 miliardi di euro. Il 2018 si era invece chiuso con una crescita anno su anno di ben tre punti percentuali. Secondo la società di ricerca tra gennaio e marzo le vendite nei negozi tradizionali sono diminuite del 2,2 per cento, compensate comunque dalle prestazioni dell’online (più 9,2 per cento). Nel primo trimestre, l’e-commerce è arrivato a rappresentare il 15,7 per cento delle vendite a valore, malgrado la bassa stagionalità. Quasi piatte (più 0,3 per cento) le performance del comparto telco, che rimane comunque il primo settore con il 39,2 per cento del totale fatturato dalla tecnologia di consumo.

Sembra che gli italiani, nei primi tre mesi dell’anno, abbiano preferito rinnovare gli oggetti di casa: i piccoli elettrodomestici hanno registrato un’ottima prestazione, crescendo del 9,6 per cento, ma sono risultate positive anche le vendite di frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie e così via (più 1,7 per cento). Le piccole appliance domestiche hanno pesato per il 9,8 per cento a valore, mentre i grandi elettrodomestici per il 14 per cento.

Negativi invece gli altri settori: l’It e le apparecchiature per l’ufficio hanno lasciato sul terreno lo 0,8 per cento, pur confermando il secondo posto per importanza, mentre sono finiti nel baratro l’audio/video (meno 7,2 per cento) e la fotografia, con un crollo del 23,3 per cento. A livello di canale di vendita, i cosiddetti electrical retailer (le grandi e piccole catene specializzate nell’elettronica di consumo) hanno accresciuto il proprio fatturato dell’1,2 per cento, trainati in particolare dall’online.

Sono invece risultati in flessione i canali specialistici, con un meno 1,3 per cento, e i mass merchandiser (meno 5 per cento). Le previsioni di Gfk per il trimestre in corso rimangono fosche, perché marzo ha confermato la tendenza negativa in corso da inizio anno: il settore ha perso l’1,2 per cento rispetto allo stesso periodo del 2018.