Il mappamondo di Oracle guadagna nuove bandierine, ovvero tre nuove regioni di riferimento per l'erogazione di servizi cloud. Tre nuove location, ovvero Londra, Istanbul e Reston, in Virginia, si aggiungeranno alla lista di quelle disponibili entro i primi sei mesi del 2017: ciascuna disporrà di almeno tre “Availability Domains”, siti con con un’elevata larghezza di banda e bassa latenza, assicurando ai clienti allo stesso tempo protezione dei dati e disponibilità delle applicazioni.

Le nuove regioni, ha assicurato l'azienda, saranno operative entro la metà del 2017 e porteranno a 29 il numero di regioni geografiche attive. "Questa espansione regionale sottolinea il nostro impegno volto a portare avanti quegli investimenti in termini ingegneristici e di capitale necessari per consolidarci quale fornitore globale leader di piattaforme cloud su larga scala”, ha dichiarato Deepak Patil, vice presidente dello sviluppo, Oracle Cloud Platform. Entro la metà dell'anno prossimo, poi, saranno create ulteriori location in Asia, Nord America e Medio Oriente.

Oracle non fa certo mistero delle proprie ambizioni nel campo del cloud: da anni l'azienda sta investendo per ampliare un'offerta da di servizi di infrastruttura (IaaS), piattaforma (PaaS) e software (SaaS) da affiancare e integrare con quella “classica” e basata sulla vendita di hardware.

La scalata ha finora prodotto ottimi frutti: il giro d'affari legato alla nuvola cresce a doppia cifra (+80% anno su anno nel timestre di settebre-novembre per Iaas e Paas, +6% per la componente Iaas) ed è arrivato a rappresentare il 12% del giro d'affari totale. L'offerta, disponibile in 195 Paesi, include quasi un migliaio di applicazioni SaaS e una cinquantina di servizi PaaS e IaaS rivolti alle aziende.