Per Brocade, in azienda è arrivata l’ora di dire addio: alle vecchie reti, ormai troppo rigide o lente o comunque incapaci di sostenere i carichi di lavoro e le esigenze di applicazioni e servizi di ultima generazione. Non si parla di piccole realtà aziendali o di contesti geografici poco avanguardisti, bensì di 400 grandi imprese statunitensi e britanniche, intervistate da Vanson Bourne per conto di Brocade. Quel che emerge, in generale, è un’esigenza di cambiamento che porti le organizzazioni a modificare o abbandonare le proprie reti legacy, magari andando in direzione della virtualizzazione e del cloud, nonché del software defined networking.


Di fronte alla domanda sul grado di agilità dell’infrastruttura della propria azienda, il 92% degli intervistati – decisori It dal profilo senior – ha detto di non ritenerla all’altezza per garantire servizi robusti e scalabili e per supportare applicazioni di prossima generazione. E questo accade nonostante tre quarti delle aziende interpellate abbiano investito nell’ammodernamento della propria rete negli ultimi tre anni. La situazione appare particolarmente critica per il 25% dei decisori It che ammette di avere dovuto porre rimedio a interruzioni di rete più volte alla settimana, se non giornalmente, mentre quasi un quinto ha definito il proprio network come non adatto a svolgere le attivitù che deve sostenere.

“Il fatto che le reti legacy non siano in grado di rispondere alle richieste in evoluzione delle aziende moderne non è una novità, ma ciò che preoccupa è la scala del problema”, ha commentato Jason Nolet, vice president data center, switching e routing di Brocade. “Negli ultimi dieci anni il modo di interagire con i dati è evoluto al di là di ogni aspettativa. Miliardi di dispositivi connessi stanno sovraccaricando le reti globali con richieste ogni secondo e gli utenti richiedono un accesso always-on e istantaneo ad applicazioni e servizi”.

“La virtualizzazione e il cloud stanno tenendo il passo”, ha proseguito Nolet, “ma necessitano di migliore agilità e prestazioni di rete, unite alla riduzione dei costi operativi e della complessità. Tutti questi fattori stanno creando pressione su un’infrastruttura che, sinceramente, non era stata progettata per affrontare tali richieste. Il problema non è nuovo, ma la portata dell’impatto sulle attività si traduce nella necessità da parte delle aziende di rispondere immediatamente o di affrontare il reale pericolo di diventare obsoleti per i propri clienti”.

Come stanno reagendo le aziende? A detta di Brocade, sono pronte ad affrontare la sfida (ricordiamo sempre che si tratta di organizzazioni di grande scala ubicate in due mercati geografici evoluti), valutando una serie di trasformazioni in direzione del software defined networking. Soltanto il 17% degli intervistati si è detto disinteressato a questa possibilità, mentre tutti gli altri si stanno già adoperando per la migrazione verso l’Sdn o lo faranno entro i prossimi dodici mesi. Le motivazioni? Gli utenti credono che un approccio basato su software garantisca uptime e disponibilità migliori, uniti a un migliore accesso alle informazioni in tempo reale e a un incremento della produttività.

Il 65% degli intervistati, inoltre, sta utilizzando attivamente o valuterà il prossimo anno architetture Ethernet fabric nel tentativo di gestire le attuali sfide relative a costi, complessità e affidabilità. Questi tre elementi, ovvero complessità (al primo posto fra le risposte per il 20% dei decisori It) costi (19%) e performance (14%) sono in cima alla lista delle sfide da affrontare. Altro indizio di forte propensione al cambiamento è il fatto che il 75% degli intervistati accoglierebbe con favore l’utilizzo di un data center “on-demand”, cioè di un’infrastruttura di rete appositamente costruita per ambienti altamente virtualizzati e cloud.