Facebook, Whatsapp e Instagram sono ancora tre entità distinte, ma non per molto forse. E in Europa c’è chi già storce il naso di fronte all’ipotesi, circolata come indiscrezione nei giorni scorsi, di una prossima convergenza delle piattaforme software sottostanti al social network, al suo “fratello” fotografico e all’applicazione di messaggistica più usata del Pianeta. Il New York Times ha riferito di lavori in corso per l’unificazione delle piattaforme, tesa a permettere un utilizzo “trasversale” di Messenger, dei messaggi diretti di Instagram e delle chat di Whatsapp.

Miliardi di utenti, in parte già presenti su tutte e tre le piattaforme, presto dunque potrebbero avere a che fare con nuove pratiche di raccolta e uso dei dati. E alla luce degli scandali del Russiagate di Cambridge Analytica forse la prospettiva di una crittografia end-to-end dei messaggi delle chat non basta a rassicurare chi, come il Data Protection Commission irlandese, ora pretende di saperne di più.

L’ente di tutela della privacy è andato dritto al punto: “Sebbene, da quel che apprendiamo, la proposta di integrazione delle piattaforme di Whatsapp e Instagram in Facebook sia ancora agli albori della fase concettuale di sviluppo, chiediamo a Facebook Irlanda un incontro urgente per discutere della proposta”. Una premura giustificata? Alla luce delle manipolazioni e delle fake news imperanti sui social, ma soprattutto alla luce degli errori commessi con Cambridge Analytica, probabilmente sì. E se è vero che nel comprare Whatsapp e Instagram l’azienda di Zuckerberg aveva detto di volerne preservare l’indipendenza, è anche vero che da allora molti fondatori e dirigenti delle acquisite hanno lasciato la poltrona a causa di differenze d’opinione con la gestione Facebook. Quest’ultima, d’altra parte, è stata recentemente sanzionata dall’antitrust italiano con una multa da 10 milioni di euro per violazioni del Codice di Consumo.

Dunque dall’Irlanda l’azienda di Zuckerberg sentirà il fiato sul collo nei prossimi mesi. “Precedenti proposte di condivisione dei dati tra le società di Facebook hanno creato significative preoccupazioni sulla protezione dei dati”, scrive la Data Protection Commission irlandese, promettendo che “cercherà rassicurazioni anticipate del fatto che queste preoccupazioni siano considerate da Facebook nel futuro sviluppo del progetto”. La commissione è anche preoccupata di possibili violazioni del Gdpr, le stesse già valse a Google una sanzione da 50 milioni di euro da parte dell’authority francese. In ultima analisi, ha detto l’ente irlandese, “bisogna sottolineare che la proposta integrazione potrà verificarsi in Europa solo se saprà soddisfare tutti i requisiti del Gdpr”.