Sono passati circa sette mesi dalla nascita di Impresoft e già il gruppo estende la propria compagine. A un conglomerato che già comprende 4ward, Brainware, Gruppo Formula, Siseco/Impresoft e Qualitas Informatica, si aggiunge ora Progel, realtà con radici in Emilia Romagna e competenze in ambiti per certi versi simili e per altri complementari soprattutto a 4ward.

L'azienda con sedi in provincia di Bologna e a Reggio Emilia, infatti, nasce nel 1988 per progettare reti in ambiente Netware (glorioso sistema operativo di Novell oggi passato di moda), diventa nel tempo soprattutto Microsoft Solution Provider e sviluppa progressivamente il proprio business nelle direzioni delle infrastrutture, del software e della formazione. Nel primo caso, al networking si sono aggiunti l'identity management, la collaboration, l'Ucc, la data protection e la sicurezza. Il secondo aspetto comprende soprattutto data processing automation e applicazioni mobili, ma fa leva soprattutto sul progetto Dorsale Interoperabile, dedicato alle organizzazioni sanitarie. La formazione, infine, vede l'azienda impegnata come partner Pcsnet per l'Emilia Romagna e Gold Certified Partner Microsoft.

Alberto Trigari, Ceo di Progel

Perché una realtà che di suo conta su una settantina di persone e fattura 10 milioni di euro ha deciso di entrare in un gruppo più grande? "Il percorso di avvicinamento a Impresoft è stato graduale, ma reso necessario dalla volontà di crescere non solo in modo fisiologico", confessa Alberto Trigari, Ceo e uno dei soci fondatori di Progel. "Il 72% del nostro volume d'affari è realizzato con i servizi e questo patrimonio, accanto alle competenze approfondite nella protezione delle infrastrutture Ict, nelle reti evolute e software-defined, così come nella formazione, arricchiranno la proposizione del gruppo".

Tecnicamente, l'operazione assume le connotazioni di un'acquisizione con investimento, che comporta per i soci di Progel il reinvestimento di un terzo della cifra pattuita nel gruppo Impresoft: "Questo comporta la volontà di far parte di un progetto orientato a costruire un player di primo piano per i progetti di trasformazione digitale delle aziende", commenta Rossano Ziveri, Ceo di Impresoft Group. "Siamo una realtà nata da poco tempo e serve ancora tempo per scaricare a terra tutte le potenzialità che abbiamo. Qualche integrazione di offerta è stata già completata, ma diverse altre seguiranno. Oggi siamo un gruppo da 65 milioni di euro e abbiamo già una solidità che ci consente di confermare per quest'anno il volume di attività acquisito, nonostante le difficoltà del periodo collegato alla pandemia Covid-19".

Rossano ZIveri, Ceo di Impresoft Group

In un piano che prevede di procedere con l'armonizzazione dell'offerta tecnologica e qualche nuova integrazione già nel breve termine, si inserisce l'allargamento, soprattutto verso la cybersecurity che Progel porta in dote, ma anche la soluzione di qualche sovrapposizione che esiste soprattutto con la proposizione di 4ward: "Modern workplace, data & Ai, servizi gestiti e cloud platform sono aree nelle quali entrambe le realtà hanno operato", ammette Christian Parmigiani, Ceo dell'azienda con sedi principali in Lombardia e Trentino, "ma noi ci siamo concentrati, soprattutto in questo particolare periodo, su progetti cloud che hanno riguardato il modern workplace, in linea con l'incremento della domanda generato dal rapido sviluppo dello smart working. L’ingresso di Progel in Impresoft Group rappresenta un’incredibile opportunità di rafforzare e ampliare la gamma di servizi e le competenze che offriamo sul mercato".

Il disegno tecnologico pone al centro la piattaforma di business application Sage X3 e aggiunge componenti come ShareLock per il Cpm, Sage Xrt e ElofiCash per le soluzioni di governance, NetPro per gli ambiti Mes & Aps e B.com per il Crm.: "Questo dà l'idea di quanto sia già completa la nostra proposizione", sottolinea Ziveri. "Il peso dei servizi e della sicurezza crescerà con Progel, ma la nostra dimensione, combinata con la flessibilità, ci ha già consentito di allineare l'offerta alle richieste di un mercato oggi concentrato soprattutto su progetti con Roi immediato. Prevediamo una ripresa dei progetti e della domanda già dopo l'estate, anche se all'interno di un quadro certamente rivisto alla luce degli effetti del lockdown".