Boeing ricorre al software per correggere i difetti dei propri 737 Max, velivoli che negli ultimi mesi sono stati protagonisti di due incidenti costati la vita a quasi 350 persone. In seguito al disastro del volo Ethiopian Airlines 302 dell’11 marzo, diverse autorità nazionali per l’aviazione civile hanno chiuso i propri spazi aerei al colosso di Boeing: a finire sotto accusa è stato soprattutto il sistema Mcas, soluzione sviluppata per correggere l’assetto dell’apparecchio e per stabilizzarlo, evitandone lo stallo. Secondo le ricostruzioni, sarebbe stato proprio un malfunzionamento di questa tecnologia a causare gli schianti perché i piloti non sarebbero riusciti a riprendere il controllo manuale del velivolo. L’aggiornamento del Mcas rilasciato dall’azienda “fornisce ulteriori livelli di protezione nel caso in cui i sensori Aoa dovessero fornire dati errati”, ha fatto sapere Boeing.

L’update, di fatto, consente la lettura in simultanea delle informazioni raccolte da entrambi i sensori che rilevano l’angolo di incidenza (angle of attack, la differenza fra l’angolo di beccheggio dell’aereo e quello del vento contrario) posizionati sulla parte anteriore della fusoliera: se viene notata una discrepanza minima di 5,5 gradi fra le due misurazioni, il sistema permette ai piloti di riprendere il controllo manuale dell’aeromobile.

Con questo accorgimento, è probabile che si sarebbero potuti evitare sia il disastro etiope sia quello che ha coinvolto lo scorso ottobre la compagnia indonesiana Lion Air. Il software aggiuntivo, fa notare Boeing, è stato finora venduto come soluzione aggiuntiva agli operatori e non era integrato di serie nei velivoli. La tecnologia dovrà ora ricevere l’approvazione definitiva della Federal Aviation Administration statunitense.