La pubblicità sta per arrivare ufficialmente su Whatsapp. A confermarlo è stato Luca Colombo, country manager di Facebook per l’Italia, che ha però tranquillizzato gli utenti: niente spam nelle chat fra contatti e niente banner. Almeno per i primi mesi del 2019, infatti, le inserzioni saranno limitate alle storie (gli status che possono essere modificati a piacimento). Dopodiché, chissà. È certo che Whatsapp, con i suoi 1,5 miliardi di utenti e 450 milioni di storie, è una piattaforma che fa gola a numerosi inserzionisti. Sono infatti allo studio soluzioni di instant messaging che permettano alle aziende di raggiungere direttamente i consumatori interessati a determinati argomenti, senza però risultare in campagne di spam invadenti e fastidiose. Non è un caso che Facebook abbia già tentato più volte di incrociare i dati di Whatsapp con quelli del social network, allo scopo di profilare gusti e interessi dei consumatori.

Nell’Unione Europea, però, fino ad ora le incursioni del colosso di Menlo Park sono state bloccate dai Garanti per la privacy di diversi Paesi, fra cui Italia, Regno Unito e Francia. Questo perché, al momento dell’acquisizione del software inventato da Jan Koum e Brian Acton, Facebook aveva garantito alla Ue di non voler procedere allo scambio di informazioni fra le due piattaforme. Una promessa da marinaio.

Una serie di applicazioni business inserite in un sistema tipicamente consumer come Whatsapp, comunque, potrebbero rivelarsi utili e per niente intrusive. Si pensi, ad esempio, al customer service o alle notifiche sulle operazioni bancarie che oggi avvengono ancora via Sms. Le imprese potrebbero contare su nuovi servizi di contatto automatizzati, mentre gli utenti avrebbero accesso a informazioni preziose su una delle app più diffuse al mondo.