La Cina tira la volata a Qualcomm. L’azienda ha pubblicato i conti del terzo trimestre, caratterizzati da numeri superiori alle attese degli analisti. In generale, il colosso dei chip ha generato un fatturato Gaap di sei miliardi di dollari (+4% anno su anno), un utile netto di 1,4 miliardi (+22%), pari a un utile diluito per azione di 97 centesimi (+33%). Secondo la dirigenza del gruppo, i buoni risultati sono dovuti in parte anche all’aumento del mercato delle licenze in Cina e agli Oem del Paese del Dragone in forte crescita, i quali hanno dimostrato di scegliere i chipset prodotti da Qualcomm. L’utile avrà sicuramente risentito positivamente anche del piano di ristrutturazione avviato dall’azienda nel 2015, che ha comportato alla riduzione del 15 per cento circa della forza lavoro e a risparmi per 1,4 miliardi di dollari.

Anche perché, numeri alla mano, nel terzo trimestre dell’anno fiscale 2016 Qualcomm ha consegnato 201 milioni di chip Msm (destinati ai dispositivi di fascia alta), contro i 225 dello stesso periodo del 2015. Si tratta di una flessione dell’11 per cento. Ma rispetto al Q2 di quest’anno le consegne sono aumentate di sei punti. Va detto comunque che tutti i dati hanno centrato la fascia alta della guidance pubblicata ad aprile e in molti casi sono anche andati oltre

Buoni anche gli indicatori di cassa, con Qualcomm che riporta una liquidità pari a 31 miliardi di dollari. Il gruppo ha inoltre restituito circa 5,9 miliardi agli azionisti nei primi nove mesi dell’anno, tramite dividendi e riacquisto di azioni proprie. I dividendi pagati in contanti sono aumentati del 10 per cento, toccando così i 53 centesimi ad azione.

Per il quarto e ultimo trimestre dell’anno fiscale 2016 Qualcomm si aspetta un fatturato compreso tra i 5,4 e i 6,2 miliardi di dollari, con un Eps tra gli 84 e i 94 centesimi. Se corretto, si tratterebbe di un aumento in termini percentuali fino a 40 punti rispetto allo stesso periodo del 2015. Le consegne di chip Msm dovrebbero attestarsi fra i 195 e i 215 milioni di unità. Grande fiducia infine negli investimenti effettuati nelle tecnologie per il 5G, che “creeranno fondamenta solide per una crescita degli introiti sul lungo periodo”.

 

Fonte: Qualcomm

 

Ma se i numeri di quest’anno, dopo un 2015 difficile, sembrano essere amichevoli, in queste ore non sembra tirare una buona aria per Qualcomm in Corea del Sud. L’azienda rischia infatti una molta di circa 880 milioni di dollari dalla Fair Trade Commission (Kftc) del Paese asiatico, ente che si occupa di garantire la concorrenza leale nel mercato. Al centro dell’indagine dell’organismo sudcoreano ci sarebbero le modalità di riscossione delle royalties da parte del produttore di chip, ritenute incongrue.

Un funzionario della Kftc, contattato sotto anonimato dal Korea Times, ha spiegato che la società statunitense “raccoglie le royalties dei cellulari prodotti basandosi su tassi prefissati calcolati dal prezzo medio di vendita di ogni singolo dispositivo. Qualcomm dovrebbe invece orientarsi su un modello basato su ogni chipset” consegnato. Inoltre, il regolatorio sudcoreano crede che l’azienda applichi condizioni inique per l’utilizzo dei suoi brevetti. I principali clienti del produttore nel Paese asiatico sono Samsung ed Lg, che pesano per circa un miliardo di dollari sui conti annuali del gruppo di San Diego.