Broadcom promette investimenti miliardari per compiacere il regolatorio statunitense. Nel bel mezzo dell’Opa ostile su Qualcomm, che si trascina da mesi e di cui ancora non si vede la fine (ne parliamo più avanti), Broadcom si è impegnata a creare un fondo da 1,5 miliardi di dollari per formare una nuova classe di ingegneri che sappia stare al passo con l’innovazione. Il focus dell’investimento sarà sulle tecnologie wireless e sul 5G. Inoltre l’azienda ha promesso che, nel caso in cui il deal con Qualcomm andasse a buon fine, non solo manterrà i livelli di spesa del competitor in termini di R&D, ma li aumenterà. In sintesi, Broadcom si sta mostrando decisamente conciliante con il mercato e con le authority statunitensi, allo scopo di chiudere il chip maker di San Diego in un angolo e costringerlo di fatto alla resa. Ma la strada al momento è ancora tutta in salita.

Il regolatorio americano non vede infatti di buon occhio un matrimonio di questa portata, perché considera la tecnologia sviluppata da Qualcomm cruciale per gli interessi nazionali. Ne è prova il fatto che il 5 marzo il Comitato per gli investimenti esteri degli Stati Uniti (Cfius) ha annunciato l’apertura di un’inchiesta sull’Opa ostile portata avanti da Broadcom, emettendo nel frattempo un ordine di rinvio di trenta giorni della riunione degli azionisti di Qualcomm, fissata inizialmente per il 6 marzo.

Durante il meeting avrebbero dovuto essere eletti i nuovi membri del Cda della società, tra cui figuravano sei elementi proposti da Broadcom: in caso di voto positivo, quest’ultima avrebbe ottenuto la maggioranza nel consiglio. Da lì il via libera all’acquisizione sarebbe stato scontato. L’intervento del Cfius era stato richiesto dal chip maker lo scorso 29 gennaio, come si evince dalla lettera diffusa dallo stesso Comitato poche ore fa.

Dalla missiva emerge chiaramente il timore che un’eventuale acquisizione da parte di Broadcom possa “rappresentare un rischio per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti”, anche perché il potenziale acquirente ha sede legale a Singapore (pur avendo già promesso di rientrare negli Usa entro maggio). Ma non solo. Il Cfius vede in Qualcomm un partner fidato per il governo e un leader assoluto nel campo delle tecnologie per le telecomunicazioni.

“Poter contare su una così nota e fidata società come leader nelle infrastrutture per le tlc statunitensi significa essere certi dell’integrità dell’infrastruttura stessa”, ha scritto il Comitato. “Ridurre la competitività e l’influenza di Qualcomm nella definizione degli standard significherebbe impattare notevolmente la sicurezza nazionale degli Usa. In larga parte perché un indebolimento di Qualcomm spianerebbe la strada alla Cina, la quale potrebbe aumentare la sua influenza nel processo di standardizzazione del 5G”.

 

 

Il Cfius, valutando le dichiarazioni di Broadcom, teme che quest’ultima possa svoltare in direzione private-equity una volta rilevata Qualcomm, “il che significherebbe una riduzione degli investimenti di lungo termine, come il comparto ricerca e sviluppo, per focalizzarsi sulla profittabilità a breve termine […]. Il volume delle recenti acquisizioni ad opera di Broadcom ha incrementato i profitti aziendali e la capitalizzazione di mercato, ma al contempo ha portato a una riduzione degli investimenti in R&D”.

Secondo dati citati dal Cfius, “nell’ultima decina di anni Broadcom ha speso per le acquisizioni una somma superiore di sei volte rispetto a quella messa sul piatto per la ricerca e sviluppo. Inoltre, ex dipendenti della società hanno dichiarato che l’azienda investa in maniera insufficiente sullo sviluppo dei prodotti sul lungo periodo”. Infine, per il Comitato sussiste il rischio che Broadcom possa modificare radicalmente il business delle licenze di Qualcomm, già definito dal Ceo Hock Tan “debole”.

Le modalità operative del chip maker di San Diego nel business dei brevetti sono al momento sotto la lente d’ingrandimento delle agenzie antitrust di diversi Paesi del mondo e la querelle legale con Apple si trascina ormai da oltre un anno senza trovare una soluzione. Comunque, il Cfius teme che modifiche sostanziali al modello di business di Qualcomm “avrebbero probabili conseguenze sulle spese in termini di ricerca e sviluppo core”, con effetti negativi sulla sicurezza nazionale.