Incitamento all'odio e complottismo non avranno più spazio nei luoghi digitali di Apple, di Google, di Facebook e Spotify. L'azienda di Cupertino ha rimosso da iTunes i podcast di Alex Jones, un conduttore radiofonico e personaggio del Web texano, un ultraconservatore fan di Donald Trump, sostenitore di posizioni no-vax e dell'idea che eventi come l'allunaggio del 1969 e l'attacco alle Torri Gemelle dell'11 settembre 2001 non siano accaduti così come i media li hanno raccontati. Da molti anni l'esagitato opinionista propaganda complotti a base di alieni e intrighi politici, prevede catastrofi economiche e addirittura una terza guerra mondiale, e nel 2016 ha fatto parlare di sé per la bufala (nota come “Pizzagate”) di un presunto scambio di email tra l'entourage di Hillary Clinton e alcuni ristoranti. Secondo la teoria, i messaggi sarebbero stati zeppi di riferimenti a traffico di esseri umani, pedofilia e satanismo. Sempre nel 2016 si era anche tentato di proporre la bufala di una “mafia ebraica” che controllerebbe Uber e parte del sistema sanitario statunitense.

Ci sarebbe da ridere, se solo il suo sito Info Wars non fosse meta per 10 milioni di visitatori al mese e se il suo canale YouTube non fosse arrivato a contare decine di milioni di visualizzazioni mensili e circa 2,4 milioni di iscritti.

Sull'onda di una crescente indignazione espressa da giornalisti e internauti, nelle settimane scorse diverse piattaforme hanno preso provvedimenti, A luglio alcuni video del conduttore sono stati cancellati da YouTube e Facebook, e quest'ultimo ha anche momentaneamente sospeso la sua pagina social, mentre qualche giorno fa hanno optato per la rimozione di alcuni radio podcast sia Spotify sia Stitcher. Una censura ritenuta necessaria, considerando che il texano diffonde non soltanto disinformazione e teorie strampalate, ma anche pericolose idee antiscientifiche (come quelle sui vaccini), razzismo e antisemitismo.

 

 

In ritardo sulle colleghe, l'azienza di Tim Cook ha ora ripulito a dovere il catalogo di iTunes dall'intera collezione di podcast di Jones. “Apple non tollera i discorsi di incitamento all'odio, e abbiamo linee guida chiare che i creatori e gli sviluppatori devono seguire”, ha detto un portavoce, “I podcast che violano queste linee guida vengono rimossi dalla nostra directory rendendoli non più ricercabili o disponibili per il download o lo streaming”. Su Info Wars, prevedibilmente, Jones ha parlato con toni sarcastici di “censura” e di una “purga” di staliniana memoria nei suoi confronti, prendendosela in particolare con Mark Zuckerberg. La messa al bando dei canali e dei contenuti direttamente prodotti da questo personaggio non basterà però a tacitarne le idee, considerato il contorno di sostenitori che pubblicamente lo difendono nei luoghi social della Rete.