La visione di Red Hat di un cloud ibrido “aperto”, basato su tecnologie open source, si espande con nuovi prodotti e strumenti appena annunciati: la versione beta di Red Hat Enterprise Linux OpenStack Platform 4.0, nuove funzionalità per OpenShift di Red Hat on OpenStack, e una preview di OpenStack-M. Quest’ultima è una soluzione aperta di gestione e implementazione per cloud OpenStack, che verrà integrata in future versioni della piattaforma Red Hat Enterprise Linux OpenStack Platform.


Quella che il vendor chiama “open hybrid cloud vision” è una nuova linea di offerta presentata l’estate scorsa e inaugurata con la piattaforma Red Hat Enterprise Linux OpenStack (una soluzione che costituisce la base per utenti cloud avanzati che desiderano realizzare cloud OpenStack) e con l’infrastruttura Red Hat Cloud (un’offerta completa pensata per il passaggio dalla virtualizzazione tradizionale del data center alle nuvole OpenStack). I nuovi annunci estendono, appunto, questa visione fornendo soluzioni di livello enterprise basate su OpenStck, per realizzare e gestire cloud Infrastructure-as-a-Service privati, pubblici e ibridi.

Andiamo per ordine. La beta di Red Hat Enterprise Linux OpenStack Platform 4.0 include sia OpenStack Havana sia la beta di Red Hat Enterprise Linux 6.5, oltre a numerose altre funzionalità utili per migliorare la gestione e l’implementazione di architetture di cloud computing. Eccone alcune: il supporto completo di Foreman (uno strumento di lifecycle management per server fisici e virtuali); il supporto completo per OpenStack Orchestration (Heat), un motore di orchestrazione per lanciare stack applicativi, e per OpenStack Networking (Neutron, prima identificato come Quantum), un applicativo che fornisce “networking-as-a-service”, cioà software-defined networking, tra dispositivi quali vNIC; l’integrazione con Red Hat Storage Server 2.1, che fornisce servizi di storage sacalbile per la piattaforma Red Hat Enterprise Linux OpenStack; l’integrazione con Red Hat CloudForms 3.0, sistema per la gestione delle nuvole ibride.

Red Hat ha sottolineato come l’integrazione della principale piattaforma operativa Linux con OpenStack assicuri cloud pubblici, privati e ibridi stabili e a elevate prestazioni, pronti per workload critici. I clienti Red Hat possono accedere alla versione beta di Enterprise Linux OpenStack 4.0 con la loro sottoscrizione all’indirizzo access.redhat.com.

Per quanto riguarda il secondo annuncio, quello di OpenShift by Red Hat (cioè l’offerta Platform-as-a-Service) su OpenStack, la possibilità introdotta per gli utenti è quella di avvalersi della tecnologia OpenStack nativa per gestire le PaaS in produzione, con produttività e rapidità. Al momento la tecnologia OpenShift è disponibile per OpenStack via OpenStack Heat.

L’ultima novità presentata,  OpenStack-M, è al momento solo un’anteprima. Si tratta di una soluzione per l’implementazione e la gestione di OpenStack basata su componenti OpenStack esistenti, che verranno integrati in future versioni di Red Hat Enterprise Linux OpenStack Platform.  OpenStack-M è sviluppato dalla comunità open source e si basa su Tuskar (progetto guidato da Red Hat per la gestione di implementazioni OpenStack). L’obiettivo è quello di fornire una soluzione di management OpenStack più completa di quelle proprietarie, dal momento che molte di queste indirizzano solo implementazione, gestione dello stato e monitoraggio separatamente, oppure permettono di accedere solo come add-on proprietari.

“Red Hat ritiene che OpenStack sia un elemento chiave del data center del futuro”, ha commentato Paul Cormier, president Products and Technologies di Red Hat. “Stiamo ottimizzando IaaS, PaaS, cloud management e storage per abilitare l’adozione enterprise di OpenStack. Guidando l’innovazione e indirizzando i requisiti aziendali di OpenStack, tra cui stabilità, un ecosistema di partner più esteso, un ciclo di vita prevedibile e un supporto ai massimi livelli, Red Hat rende OpenStack e il cloud ibrido aperto una realtà”.