Huawei prenderà parte alla costruzione del 5G britannico. Con una firma arrivata in queste ore, il primo ministro Theresa May ha dato l’autorizzazione al colosso cinese a fornire la propria tecnologia per i componenti non-core delle nuove reti, come per esempio le antenne. La notizia è stata riportata dal Daily Telegraph. L’ok sarebbe arrivato dal Consiglio di Sicurezza Nazionale, presieduto dalla stessa May, malgrado le forti pressioni dell’alleato statunitense per estromettere completamente Huawei dalle infrastrutture per il 5G. I timori della Casa Bianca sono però condivisi da altri esponenti politici britannici e di altri Paesi, che vedono nell’azienda asiatica un possibile “cavallo di Troia” per consentire al governo di Pechino di spiare le attività dei competitor. Oltre che una possibile falla nella sicurezza delle reti, che permetterebbe agli hacker di sferrare attacchi più facilmente.

La firma di May segue quindi la direzione già annunciata pochi mesi fa dal National Cybersecurity Center, che aveva definito “gestibili” i rischi legati alla tecnologia di Huawei evidenziati in un’approfondita relazione pubblicata nel 2018. Prossimamente Jeremy Fleming, il numero uno dell’agenzia governativa che regola le telco (Gcqq), incontrerà delegati e membri dell’intelligence di Stati Uniti, Canada, Australia e Nuova Zelanda (Paesi aderenti all’alleanza Five Eyes insieme all’Uk) per illustrare i motivi della decisione.

I governi di Australia e Nuova Zelanda sono stati fra i primi a seguire le indicazioni di Washington sull’esclusione di Huawei dalle gare per il 5G. Ma la Casa Bianca ha comunque deciso di non mollare l’osso. Il 2 e 3 maggio si terrà infatti a Praga un incontro, al quale parteciperà una trentina di Paesi, per discutere della sicurezza delle infrastrutture di telecomunicazione. Gli Usa, secondo quanto riportato Reuters nei giorni scorsi, cercheranno di adottare un approccio più morbido rispetto alle forti pressioni esercitate sui partner europei nei mesi passati.