Infrastrutture più flessibili e costi ridotti: si basa su questi due assunti lo sviluppo della virtualizzazione delle funzioni di rete (Nfv), obiettivo che ora potrebbe essere raggiunto con maggiore facilità grazie all’aggiornamento della soluzione Communications Application Orchestrator di Oracle, appena annunciato dall’azienda di Redwood Shores. La proposta del vendor permette ai provider di implementare e gestire le funzioni di rete in modo più rapido in ambienti ibridi i più aperti possibile. Le novità introdotte da Oracle sono sostanzialmente tre. Innanzitutto, i fornitori di servizi di comunicazione potranno gestire sia funzioni di rete fisiche (Pnf) che virtuali (Vnf), combinando quindi i benefici dell’agilità virtuale con la densità dei network fisici progettati appositamente per assolvere questi compiti. Inoltre, sarà possibile implementare con maggior facilità le cosiddette funzioni di rete composite (Cnf).

Infine, i provider potranno integrare Vnf di terze parti sfruttando il kit di sviluppo sotto forma di plugin, che include un’interfaccia semplificata e intuitiva per gestire sia il ciclo di vita dei servizi che l’implementazione stessa delle funzioni virtuali. “Il potenziale delle Nfv va ben oltre la mera riduzione dei costi”, commenta Doug Suriano, senior vice president e general manager di Oracle Communications. “I provider devono ottenere anche maggiore flessibilità nel modo di operare”.

“Crediamo che la strada giusta coincida con l’interoperabilità, creando un’infrastruttura davvero aperta”, conclude il manager. “I fornitori di servizi vogliono un manager di funzioni di rete comune che aiuti nella transizione gestendo il ciclo di vita di tutti questi aspetti del network, a prescindere dal vendor o dalla localizzazione fisica o virtuale della funzione stessa”, aggiunge Caroline Chappell, principal analyst, Nfv & Cloud presso Heavy Reading. “Una capacità come questa può facilitare configurazione e gestione automatiche delle reti, riducendo anche la possibilità di errore umano”.