27/05/2011 di Redazione

Ricoh, 10mila addetti a casa per triplicare gli utili

La società giapponese ha annunciato un piano di riduzione dell'organico in tre anni che interesserà il 9% della sua forza lavoro globale di 109mila dipendenti. L'obiettivo: triplicare gli utili operativi entro il 2014.

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Una sforbiciata, distribuita nell’arco di tre anni, pari al 9% della sua forza lavoro complessiva di 109mila dipendenti, di cui più di 40mila attivi in Giappone e 30mila entrati a libro paga dal 2008 in poi come conseguenza delle acquisizioni operate dalla compagnia. Così Ricoh intende sistemare i conti e soprattutto ridare impulso alla crescita dei profitti.

Fotocopiatori di Richo: la casa giapponese taglierà 9mila dipendenti in tre anni


La casa nipponica, uno dei giganti mondiali nel campo della macchine per l’ufficio (copiatori in primis) , ha quindi in serbo di mandare a casa circa 10mila addetti e consolidare le attività delle sue fabbriche entro il 31 marzo 2014. Nell’ambito della riorganizzazione 15mila lavoratori saranno ricollocati in aree a forte crescita.

L’annuncio è arrivato in una nota ufficiale di Ricoh, che non ha mancato di precisare come l’operazione peserà per circa 60 miliardi di yen (oltre 520 milioni di euro) nel bilancio del prossimo esercizio fiscale e porterà gli utili operativi a toccare quota 210 miliardi di yen (1,8 miliardi di euro) entro i prossimi tre anni. Il che significherebbe triplicare il profit margin dal 3,1% dello scorso anno fiscale all’8,8% fissato come obiettivo post cura dimagrante.

L’esigenza di ridurre sostanzialmente la forza lavoro deriva principalmente dal fatto che le vendite della compagnia di Tokyo hanno conosciuto una flessione negli ultimi tre anni (parzialmente imputabile all0 yen forte). Il terremoto dell’11 marzo scorso, che ha danneggiato seriamente varie unità produttive della società (site nel Nord/Est del Paese), ha ulteriormente peggiorato la situazione.

“Abbiamo bisogno di fare interventi dolorosi”: questo il messaggio indirizzato ai media dal Presidente di Ricoh Shiro Kondo per giustificare un colpo di forbice che dovrà contribuire in modo diretto ad innalzare l’asticella del giro d’affari a 2,4 trilioni di yen (20,8 miliardi di euro) da qui a tre anni.


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