A Milano si trova un museo che unisce la conoscenza delle culture e il sapore dell’esplorazione alle tecnologie più avanzate. È il Mudec, situato nell’area industriale ex Ansaldo del capoluogo lombardo, di cui il colosso giapponese Ricoh è diventato di recente partner tecnologico. L’azienda asiatica fornisce infatti al museo soluzioni per la comunicazione visiva e, in particolare, lavagne interattive, videoproiettori e sistemi di videoconferenza a supporto delle attività di formazione che si tengono nelle aule didattiche. Le soluzioni installate presso il Mudec fanno parte dell’offerta Connect & Collaborate di Ricoh, grazie alla quale le aziende hanno a disposizione un unico punto di contatto per la fornitura e la gestione di una vasta gamma di strumenti per la comunicazione visuale.

In questo modo il vendor nipponico si propone come fornitore unico per implementare sistemi di comunicazione visiva economici ed efficaci con strumenti proprietari, come Unified Communication System P350, e altre tecnologi che includono soluzioni di collaborazione video, per sale collaborative e di digital signage.

Il primo progetto del Museo delle Culture (Mudec) ha origine già negli anni Novanta, quando il Comune di Milano acquista la zona ex industriale dell’Ansaldo per destinarla ad attività culturali. Le fabbriche dismesse, monumenti di archeologia industriale a tutti gli effetti, sono quindi state trasformate in laboratori, studi e spazi creativi. Il Mudec, ripensato poi in tempi più recenti, è così diventato un polo multidisciplinare per le diverse testimonianze e culture di tutto il mondo, in cui il visitatore può ammirare oltre settemila opere d’arte, oggetti d’uso, tessuti e strumenti musicali provenienti da tutti i continenti.