Gli smartphone pieghevoli di Samsung e Huawei sono la novità più attraente del Mobile World Congress edizione 2019, gli oggetti che attirano più visitatori negli stand della grande fiera di Barcellona dedicata al mondo della mobilità. Nello stand della sudcoreana, posto chissà se casualmente di fronte a quello del competitor cinese, il Galaxy Fold si concede agli sguardi da dentro a una vetrinetta, a mo’ di gioiello, e similmente a pochi metri di distanza non è possibile mettere le mani sul Mate X. Ma oltre agli schermi pieghevoli dei costosi smartphone il vero protagonista in fiera è il 5G, in un 2019 che ne segnerà il debutto in nuovi mercati e l’ingresso di nuove telco nell’arena. Dalla realtà virtuale alla guida driverless, dai droni alll’edge computing, l’allargamento del ventaglio di servizi creerà nuove possibilità di monetizzazione per le telco ma anche sfide di sicurezza.

 

 

Tutti o quasi la definiscono una rivoluzione, ma sarà davvero così, e quando? Stando al nuovo studio Gsma (associazione che riunisce 750 operatori e 400 aziende di telecomunicazioni e mobile) svelato in occasione del Mobile World Congress, dopo le prime attivazioni già avviate in Corea del Sud e Stati Uniti, nel corso del 2019 nuovi servizi telco basati su reti di quinta generazione debutteranno in 16 mercati, spiccando il volo grazie ai circa 160 miliardi di dollari di spese Capex compiute in un anno dalla somma degli operatori di telco nel mondo. Denaro necessario ad ampliare e aggiornare le infrastrutture di rete.

 

Parlare del 5G come di una rivoluzione non è quindi soltanto uno slogan, ma ci vorrà del tempo. E infatti le previsioni di Gsma vanno avanti negli anni, stimando l’esistenza di 1,4 miliardi di connessioni 5G per l’anno 2025. Il che equivale a dire che serviranno sei anni al nuovo standard per guadagnare una fetta di mercato consistente, pari al 15% del numero totale delle connessioni mobili del Pianeta, anche se in Europa e Cina la quota del 2025 sarà già un buon 30% e negli Stati Uniti sfiorerà il 50%.

 

A dominare la scena dei fornitori hardware per le nuove infrastrutture saranno Huawei, Ericsson e Nokia, che attualmente si spartiscono quasi l’80% del mercato con quote rispettive al 28%, 27% e 23%. Intanto il 4G sarà ancora in fase di crescita, salendo dal 43% di quota mercato dell’anno scorso al 60% pronosticato da Gsma per il 2025. Un vero boom si prospetta per le connessioni Internet of Things, che triplicheranno in numero fino al conteggio di 25 miliardi di oggetti IoT del 2015, mentre il giro d’affari quadruplicherà fino a 1.100 miliardi di dollari. I grandi frutti del 5G si vedranno nel lungo periodo: per Gsma, questa tecnologia aggiungerà 2.200 miliardi di dollari all’economia mondiale nel corso dei prossimi 15 anni.