Ufirst non è più solo un’applicazione, ma è anche sul Web. “Molti utenti si lamentavano di non poter interagire via browser”, ha raccontato a IctBusiness.it Matteo Lentini, managing director di Ufirst, “così li abbiamo accontentati. Abbiamo implementato entrambi i servizi che eroghiamo con la nostra piattaforma: la fila virtuale e Fast Pass”. Il primo servizio, lanciato nel 2016, permette agli utenti di mettersi in fila virtualmente presso circa 500 “touch point”, di strutture pubbliche e private, in 150 città italiane, sfruttando così al meglio il tempo che avrebbero trascorso in attesa. Il sistema notifica infatti il tempo ancora a disposizione prima del proprio turno e indica quanti utenti ci sono davanti, esattamente come se si fosse presenti fisicamente presso lo sportello.

Il secondo servizio, Fast Pass, consente invece di risparmiare tempo acquistando un accesso prioritario on-demand nei luoghi più congestionati come per esempio aeroporti, traghetti, musei e attrazioni turistiche. Dopo l’acquisizione di Qurami, realizzata alla fine del 2018, l’estensione al Web è il secondo grande passo della startup italiana supportata dalla società di venture capital Alchimia, che punta al milione di download entro la fine del 2019 per poi iniziare l’espansione fuori dal territorio italiano.

“La nostra strategia di espansione”, spiega Lentini, “prevede per l’anno prossimo l’inizio delle attività oltre confine, soprattutto nei Paesi latini, anche se già oggi siamo presenti in Brasile attraverso un partner. Quest’anno ci stiamo concentrando invece sulla crescita sul territorio italiano, con l’obiettivo di raggiungere tutte le città con più di 50mila abitanti. Per supportare questa crescita stiamo assumendo 28 persone, che andranno ad affiancare gli attuali 20 dipendenti, tra agenti commerciali e personale di staff”.

 

Matteo Lentini, managing director di Ufirst

 

Basta su un modello di business che prevede un fee annuale fisso per gli sportelli/organizzazioni e l’utilizzo gratuito (del servizio di fila virtuale) da parte degli utenti finali, Ufirst sta sperimentando anche modelli che prevedono la monetizzazione dei dati che vengono rilevati dal comportamento degli utilizzatori, come ad esempio la notifica push di sconti o comunicazioni che provengono da esercenti limitrofi ai luoghi dove le persone sono in fila.