Samsung è la nuova regina del mercato dei semiconduttori e ha chiuso un 2017 da record. Soltanto nel quarto trimestre dell’anno scorso, di cui sono disponibili i numeri da poche ore, l’azienda sudcoreana ha generato ricavi per oltre 69 miliardi di dollari, in crescita del 23,7 per cento rispetto allo stesso periodo del 2016. Gli utili netti sono volati a 11,4 miliardi, segnando un aumento del 72,9 per cento anno su anno. L’intero esercizio ha visto un giro d’affari di oltre 220 miliardi, in salita di 19 punti. Il business di Samsung è stato trainato ancora una volta dalle vendite di soluzioni di memorizzazione e di storage, che di fatto le hanno consegnato lo scettro di regina del mercato dei semiconduttori a discapito di Intel. Segnali incoraggianti per il chaebol erano già arrivati nel corso del 2017, ma l’ultima trimestrale ha scolpito nella pietra la situazione.

Ovviamente il business di Intel è più legato alla produzione di microprocessori e la casa di Santa Clara è leader incontrastato nel segmento degli x86, ma Samsung al momento non ha concorrenti sul fronte delle Ram e dello storage. Due settori cruciali per lo sviluppo del computing e, secondo gli analisti, sensibilmente più rilevanti rispetto ai processori. La divisione del gruppo asiatico che produce semiconduttori ha generato un fatturato di oltre 19,6 miliardi di dollari e profitti operativi per quasi dieci miliardi.

“Il business delle memorie ha riportato ricavi solidi grazie anche alle favorevoli condizioni del mercato”, ha scritto l’azienda. “Per le Nand, la domanda complessiva è stata forte a causa degli acquisti festivi nel settore mobile, in particolare per i prodotti ad alta densità, ma segnaliamo una crescita decisa anche dei prodotti Ssd per server […]. Per quanto riguarda le Dram, la domanda per tutti gli ambiti applicativi è salita trimestre-su-trimestre all’interno dei picchi stagionali”.

Samsung ha sottolineato anche che la richiesta in ambito server rimane solida per via della costante espansione del cloud e della costruzione di nuovi data center. Positiva anche la prestazione dei prodotti per il mobile, malgrado le vendite di dispositivi dell’azienda, come quelli della linea Galaxy, non abbiano brillato. Il chaebol ha infatti riportato vendite per 23,9 miliardi di dollari, in crescita dell’otto per cento anno su anno (ma in flessione di otto punti su base trimestrale) e un profitto operativo di 2,3 miliardi.

Secondo quanto dichiarato dalla società, l’arretramento su base trimestrale delle consegne di smartphone è dovuto alla debole prestazione dei dispositivi di fascia bassa. Hanno invece tenuto i modelli top di gamma e Samsung ha intenzione di fare leva su questo trend anche nel 2018. Nei prossimi mesi il gigante sudcoreano si aspetta quindi una crescita della domanda di cellulari e il mercato verrà aggredito “rafforzando la competitività dei prodotti” e “differenziando le funzionalità core e i servizi offerti”.

 

 

Il 25 febbraio si terrà la presentazione ufficiale dei Galaxy S9, mentre lo smartphone con schermo pieghevole Galaxy X dovrebbe arrivare entro la fine del 2018. La divisione responsabile del business dei pannelli ha registrato l’aumento delle consegne di Oled (Samsung è uno dei principali produttori al mondo di display e, fra le altre cose, realizza gli schermi dell’iPhone X) e la tendenza quest’anno dovrebbe proseguire. Secondo il vendor, nel corso del 2018 la tecnologia Oled diventerà infatti mainstream. La business unit ha generato ricavi per circa 10,5 miliardi di dollari, in crescita del 51 per cento rispetto al Q4 del 2016.

L’azienda sembra quindi essere ben posizionata per vivere un 2018 da protagonista. Sembrano ormai lontani gli echi delle batterie incendiarie dei Note 7, così come lo scandalo che ha portato all’arresto del vicepresidente Lee Jae-yong per corruzione. Il rampollo della dinastia Lee è stato condannato a cinque anni di carcere ed è in attesa della sentenza di appello.

Samsung ha annunciato infine il frazionamento delle azioni, ancora da approvare, con l’obiettivo di aumentare il numero di azioni ordinarie facendo passare il loro valore nominale da cinquemila a cento won. Questa procedura, che però dovrà trovare il consenso dei soci durante la prossima assemblea del 23 marzo, insieme alla distribuzione del 50 per cento del cash flow in dividendi, ha spinto il titolo del gruppo, che è arrivato a guadagnare anche il 5,98 per cento.