I profitti di Samsung Electronics hanno fatto uno scivolone come non succedeva dal 2016: un calo del 60%, anno su anno, nel primo trimestre 2019. Nel periodo di gennaio, febbraio e marzo il colosso sudcoreano ha ottenuto 6.200 miliardi di won di profitti operativi, l’equivalente di circa 5.500 miliardi di dollari, mancando non di poco la previsione di 6.800 miliardi di won tracciata dagli analisti. Ma d’altra parte l’azienda aveva già messo le mani avanti, la settimana scorsa, annunciando di attendersi un risultato inferiore a sue precedenti stime. Ora il sintetico comunicato sulla guidance conferma quelle anticipazioni, nel bene e nel male, per poi dover essere a sua volta confermato dal bilancio trimestrale effettivo (atteso entro il mese di aprile).

 

Va detto innanzitutto che il crollo del 60% si ridimensiona, nella sostanza, considerando che il primo trimestre del 2018 era stato particolarmente fortunato, grazie al traino degli smartphone (mercato che ha poi cominciato a rallentare in generale, non solo per Samsung) e a livelli di prezzo maggiori, rispetto a oggi, per i componenti di memoria. Che la società abbia un problema di profittabilità più che di vendite è evidenziato dall’andamento dei ricavi, che nel primo trimestre 2019 versus 2018 sono calati “solo” del 15%.  Samsung si attende un fatturato trimestrale compreso fra i 52.000 e i 53.000 miliardi di won, cioè poco meno di 44.900 miliardi di dollari o poco più di 46.600 miliardi di dollari.

 

(Fonte: Samsung Electronics)

 

Il rallentamento del business, in parte legato a dinamiche di mercato più grandi della stessa Samsung, non frena però gli investimenti: negli stabilimenti Hwaseong, anzi, la produzione di chip a 7 nanometri sarà ampliata. Non incombono troppe nubi all’orizzonte, considerando che un po’ tutti gli analisti e la stessa Samsung si attendono una ripresa della domanda, e dunque un rialzo dei prezzi dei chip di memoria lungo la catena di fornitura. Come dichiarato a Reuters un analista di Ktb Investment and Securities, Kim Yang-jae, nella seconda metà dell’anno i chip di memoria saranno in “atterraggio morbido”, ovvero il settore continuerà a crescere ma a ritmo rallentato. Il successivo lancio dei nuovi iPhone di Apple, i cui la sudcoreana è un fornitore, appare come un “segnale positivo per i display e i chip di memoria di Samsung”.