Samsung ha avviato la produzione di massa della seconda generazione di Dram Lpddr4x (Low Power, Double Data Rate, 4X) a 10 nanometri. Fra i punti di forza delle nuove soluzioni, progettate per gli smartphone top di gamma, il vendor sottolinea in particolar modo la maggiore efficienza energetica, che si traduce in un impatto ridotto sui consumi. Secondo dati forniti da Samsung, rispetto ai chip comunemente utilizzati oggi nei dispositivi mobile premium (1x-nm 16 Gb Lpddr4x) queste Dram di seconda generazione mantengono lo stesso data rate di 4.266 Mb/s, abbattendo però i consumi del 10 per cento. La nuova linea di prodotti si basa sullo stesso nodo a 10 nanometri inaugurato dal colosso sudcoreano nel 2016: un progetto su cui poi l’azienda ha continuato a lavorare per ottimizzare resa, efficienza energetica e prestazioni complessive.

Per arrivare alla piattaforma andata in produzione in queste ore, caratterizzato da un package da 8 GB Lpddr4x, la società asiatica ha unito quattro chip 16 Gb Lpddr4x a 10 nanometri, in grado di toccare un data rate di 34,1 GB al secondo e con uno spessore ridotto di oltre il 20 per cento rispetto al package di prima generazione. Gli Oem potranno così progettare smartphone ancora più sottili, con la possibilità di scegliere fra Dram a 4, 6 e 8 GB.

Per andare incontro alla crescente domanda di Dram, Samsung ha dichiarato inoltre di voler espandere la propria lineup di soluzioni premium del 70 per cento, con il contributo di un nuovo impianto nello stabilimento di Pyeongtaek. I primi dispositivi mobili dotati delle nuove memorie realizzate dal chaebol arriveranno a inizio 2019.

In queste ore è emersa però anche un’indiscrezione interessante, che riguarda il possibile interesse di Samsung nel mercato delle schede grafiche. Secondo Jon Peddie, titolare di una società di ricerca, l’azienda sudcoreana potrebbe integrare una Gpu proprietaria nei system-on-chip Exynos, destinata inizialmente all’ambito mobile. Ma questa soluzione sarebbe scalabile, potente ed efficiente da poterla liberamente utilizzare anche in altri settori, compreso quello del high performance computing.

Se i rumors rivelati da Peddie fossero veri, Samsung potrebbe decretare la propria indipendenza da fornitori terzi, perché sarebbe in grado di produrre processori, memorie e Gpu. Una strada già battuta da Apple, che progetta internamente Cpu e schede grafiche per i propri device mobili. Il capo del progetto del chaebol dovrebbe essere Chien-Ping Lu, già in Nvidia, Mediatek e Intel, ma non è chiaro se l’obiettivo del colosso asiatico sia quello di licenziare a terzi le proprie Gpu oppure di utilizzarle solo internamente.