La debole domanda di chip continuerà a pesare sui conti di Samsung, almeno per i primi mesi di quest’anno, così come ha fatto nel 2018. In attesa del lancio dei Galaxy S10, c’è molto altro di cui discutere dopo la pubblicazione dei risultati finanziari sul periodo di ottobre, novembre e dicembre e sull’intero anno fiscale 2018, definito dai diretti interessati come “da record”, ammettendo però che “dinamiche di business e macroeconomiche sfavorevoli hanno determinato un rallentamento delle performance nell’ultimo trimestre”.

Nei tre mesi finali, dunque, il fatturato è sceso del 10% rispetto all’analogo periodo del 2017, mentre il profitto operativo è calato addirittura del 29%: rispettivamente 59.2700 miliardi di won (53 miliardi di dollari circa) e 10.800 miliardi di won (9,7 miliardi di dollari). Nell’intero 2018, invece, l’azienda ha prodotto 243.770 miliardi di won di ricavi, più dell’anno fiscale precedente (239.580 miliardi), e 58.890  miliardi di won di profitto operativo (versus 53.650 miliardi).

Nel corso dell’anno sono stati soprattutto gli smartphone a riservare qualche dispiacere, specie nell’ultimo trimestre, quando il profitto è calato “a causa di un declino sia nella vendita a volume sia nei ricavi, all’interno di un mercato complessivamente lento”, spiega Samsung. La divisione Display Panel Business ha risentito, invece, della crescente competizione con i produttori cinesi, mentre la Consumer Electronics Division ha beneficiato del traino dei televisori di fascia alta (come quelli Qled).

Ora, secondo i pronostici della stessa Samsung, ci sarà da stringere i denti ancora per qualche mese, per poi assistere a una ripresa della domanda di chip nella seconda metà del 2019. La strategia scelta è quella di evitare eccessivi ribassi dei prezzi lungo la supply chain, così da preservare la redditività, e al contempo quella di puntare su prodotti a maggior valore aggiunto. Gli assi nella manica di quest’anno saranno la proposta dei primi telefoni abilitati al 5G (una delle varianti dei Galaxy S10 attesa), i chip di memoria altamente performanti per data center (la cui domanda resterà sostenuta grazie a esigenze di anaytics, Big Data e intelligenza artificiale in cloud), e ancora la produzione delle prime memorie per smartphone da 1 TB di capacità e poi  l’atteso telefono pieghevole, chiacchierato come Galaxy Fold. Sul nome e sulla data di lancio non c’è certezza, ma più volte i dirigenti di Samsung hanno confermato che vedrà la luce sul mercato entro quest’anno.