Bixby, Galaxy, Linux. Sembra un gioco di parole, invece sono gli ingredienti degli ultimi annunci di Samsung: l'aggiornamento del software di assistente virtuale alla versione 2.0 e il supporto del sistema operativo open source da parte di Samsung DeX. Partiamo da Bixby 2.0, uno degli argomenti al centro della Developer Conference in corso a San Francisco: finora confinato sui Galaxy S8 e Note 8, il software potrà trasferirsi anche altrove attraverso un Sdk che permetterà agli sviluppatori di portarlo su dispositivi di domotica come frigoriferi e lavatrici intelligenti. La società sudcoreana sembra un po' voler seguire le orme di Amazon, che fin da subito ha posizionato l'assistente virtuale Alexa fra le pareti domestiche, attraverso i dispositivi Echo.

Di certo Bixby, dopo una partenza a rilento, ha recuperato rapidamente terreno raggiungendo più di dieci milioni di utenti attivi in duecento Paesi del mondo. A partire da questa settimana l'Sdk dell'assistente virtuale sarà reso disponibile a una “selezione di sviluppatori” , che contribuiranno a definire la versione 2.0. “Lavoreremo come se fossimo un solo team”, ha scritto Eui-Suk Chung, executive vice president della divisione Mobile Communications Business, “innovando, collaborando e portando alla luce Bixby 2.0. Nel tempo aumenteremo il numero dei partecipanti al programma beta e infinre renderemo l'Sdk disponibile per tutti gli sviluppatori”.

Nelle intenzioni di Samsung, Bixby dovrò diventare qualcosa di diverso da un semplice programma che invia notifiche, reperisce informazioni e risponde a domande, come si limitano a fare gli attuali assistenti virtuali per smarphone. L'azienda immagina un futuro in cui tutti gli oggetti, “dai telefoni ai frigoriferi, al sistema antincendio, avranno un qualche tipo di intelligenza”, ha detto Chung. Un futuro in cui Bixby, attingendo ai dati sul cloud, potrà fungere da “hub di controllo per il vostro ecosistema di dispositivi, inclusivo di telefoni, televisori, frigoriferi, speaker e qualsiasi altra tecnologia connessa immaginabile”. Il primo passo al di fuori dei confini dei Galaxy sarà sugli smart Tv di Samsung venduti in Corea del Sud e negli Stati Uniti.

La versione 2.0, inoltre, dovrà segnare un salto di “intelligenza”: sarà più personale, arricchita di ulteriori capacità di comprensione del linguaggio naturale (che miglioreranno l'interazione con l'utente anche su comandi complessi) e potrà riconoscere i diversi timbri di voce (come ha recentemente imparato a fare Alexa) per personalizzare i suoi servizi. Il lavoro degli sviluppatori permetterà di integrare le funzioni di assistenza in applicazioni di ogni genere.

 

 

 

L'altro annuncio giunto da San Francisco si chiama Linux on Galaxy ed è un applicazione che permetterà di usare il sistema operativo open source sugli smartphone di Samsung e, più utilmente, sui Pc collegati al sistema docking Samsung DeX. Parliamo al futuro perché il progetto è ancora in fase di trial e non sono state comunicate tempistiche sul suo lancio ufficiale. L'azienda si è limitata a spiegare che, una volta installata su un dispositivo Galaxy, l'app permetterà di eseguire il sistema operativo Linux e di passare da questo ad Android, e viceversa, in modo semplice.