Tra le molte cose annunciate da Microsoft nel corso dell’evento dedicato due giorni a Windows 10, una in particolare è stata pensata per le aziende: il Surface Hub. Un po’ messa in ombra da elementi più “forti” a livello consumer, come il computer olografico per la realtà aumentata o lo streaming dei giochi da Xbox a Pc, questa soluzione potrebbe però avere un impatto positivo sui team di lavoro che collaborano su progetti estesi.

Il Surface Hub, infatti, si propone come versatile strumento da utilizzare in caso di riunioni e collegamenti con sedi remote, spingendosi fino alla teleconferenza. Il concetto è tutto sommato abbastanza semplice: un normale Pc (le cui caratteristiche tecniche non sono ancora note) installato in un grande monitor touch e arricchito da numerose funzioni pensate per semplificare la condivisione delle informazioni e la comunicazione. Il “segreto” è quello di mischiare ad arte tutti gli ingredienti necessari, che nel portafoglio di Microsoft sono presenti in abbondanza.

 

I Surface Hub potranno essere montati a muro o installati su supporti mobili

 

Punto di partenza è ovviamente il grande schermo sensibile al tocco, che Microsoft offrirà in due versioni: da 55 pollici con risoluzione Full Hd (1.920 per 1.080 punti) o da 84 pollici in formato 4K. In entrambi i casi la società specifica sul sito che sarà possibile scegliere tra varie opzioni di installazione. Le foto mostrano i display installati a muro oppure su un supporto da pavimento dotato di rotelle per facilitare gli spostamenti. A caratterizzare gli schermi c’è la loro capacità di riconoscere fino a cento punti di contatto contemporaneamente, il che consentirà di lavorare a quattro o più mani senza problemi. La tecnologia di base deriva da quella sviluppata da Perceptive Pixel, azienda acquisita da Microsoft due anni fa.

Il software integrato in dotazione comprenderà la suite Office per la produttività, l’indispensabile OneNote per gestire appunti condivisi e Skype for Business per le comunicazioni audio-video. L’interfaccia di base, che parte automaticamente all’inizio di ogni sessione, è invece molto simile a OneNote e permette di utilizzare gli schermi come lavagna interattiva sfruttando una penna digitale.

Punti nodali dei Surface Hub sono la condivisione delle informazioni e le comunicazioni remote. Sul primo fronte sarà possibile visualizzare automaticamente le modifiche apportate ai documenti anche sui dispositivi collegati alla sessione: ogni variazione a quanto visualizzato sul grande schermo sarà sincronizzata con i singoli device e viceversa, anche se sarà necessario utilizzare sistemi compatibili. Microsoft non ha ancora specificato quali sono i requisiti necessari, ma sul sito si legge che serviranno funzionalità di “display-out”, presumibilmente Miracast. Non viene specificato se ci sono limiti al numero dei dispositivi connessi contemporaneamente.

 

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