L’Internet company più grande al mondo non dà segni di cedimento: dopo aver raggiunto i 700 miliardi di valore lo scorso gennaio, Amazon in cinque mesi è riuscita a tagliare il traguardo degli 800, raggiunto in precedenza soltanto da Apple. Entra così ufficialmente in competizione con quest’ultima per il titolo di “trillion company”, ovvero di prima compagnia a toccare i 1000 miliardi di valore.

Sebbene Apple sia più vicina all’obiettivo, con i suoi 950 miliardi circa di capitalizzazione in Borsa, le performance di Amazon mettono pressione alla società californiana: da gennaio, l’azienda di Bezos è cresciuta del 41%, per un totale di 64% nell’ultimo anno. La Mela, nonostante il valore superiore, non può vantare valori altrettanto straordinari, in quanto la crescita del 2018 è ferma al 13%, per un totale di 23% in 12 mesi.

 

L’andamento positivo del titolo di Amazon è dovuto in buona parte al lavoro degli analisti di Suntrust Robinson Humphrey, cui la società si è rivolta, che hanno modificato l’obiettivo di prezzo, portandolo da 1.900 a 2.000 dollari. Attualmente, il titolo è scambiato a 1.650 dollari circa, con una crescita a Wall Street dello 0,60%.

 

Dati che si collocano nel filone positivo di notizie di cui la società è protagonista fin da inizio anno. Come i numeri trimestrali da record, anche questo nuovo traguardo dimostra che Amazon resiste alle polemiche degli ultimi mesi, da quelle legate all’aumento del costo del servizio Prime, passato in Italia da 19,9 euro annuali a 36, al confronto dell’azienda con l’ipotesi di nuove tasse di Donald Trump. Il colosso di Seattle continua a crescere e a godere della stima dei consumatori, rafforzando il proprio business sia in ambito di e-commerce sia in ambito cloud con Aws.

 

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