Nella triste vicenda de coronavirus, tra i pochi “vincitori” (e lo diciamo con doverose virgolette)  spiccano certamente gli operatori di e-commerce, Amazon prima di tutti, diventati un’importante risorsa per decine di milioni di persone impossibilitate a fare a acquisti altrove. La società di Jeff Bezos si trova costretta ad aumentare la forza lavoro, e massicciamente: dopo aver già assunto in fretta e furia 100mila nuove persone nel mese di marzo, si prepara a farne entrare in organico altre 75mila “per soddisfare le richieste dei clienti e assistere i dipendenti attuali nel soddisfacimento degli ordini di prodotti essenziali”. Nelle scorse settimane Amazon aveva scelto di dare priorità alle consegne di alimenti, prodotti per l’igiene della casa e della persona, dispositivi medici, articoli per l’infanzia e poche altre categorie.

 

Non è chiaro se si tratti di contratti a lungo termine o, più probabilmente, viceversa. In ogni caso, considerata l’attuale situazione di forzata inattività per numerose categorie professionali, la campagna di assunzioni di Amazon potrebbe rappresentare per molti una momentanea via di uscita. 

 

“Sappiamo”, scrive l’azienda in un blogpost, “che molte persone sono state colpite dal punto di vista economico, poiché posti di lavoro sono stati persi o messi in pausa in aree come l’alberghiero, i ristoranti e i viaggi. Invitiamo chiunque sia senza lavoro a unirsi ad Amazon finché il loro precedente datore di lavoro non potrà richiamarli”. Un annuncio di lavoro davvero insolito e che in altri momenti storici avrebbe fatto storcere il naso.

 

L’azienda di Jeff Bezos ha anche fatto sapere che il precedente budget di 350 milioni di euro, stanziato per far fronte all’incremento dell’organico, è stato aumentato: supererà, a conti fatti, il mezzo miliardo di dollari.