Un risultato superiore di quasi il 60% rispetto a quello ottenuto dal concorrente più prossimo. Ha giustamente enfatizzato questo concetto Ibm nel rendere noto oggi come nella classifica elaborata da Idc nel rapporto “Worldwide Services 2010 Vendor Analysis: Revenue Performance of the Top 10” la sua divisione Global Technology Services abbia catturato la quota di mercato più importante issandosi sul primo gradino del podio nel comparto dei servizi It.

Dallo studio si evince quindi come nel complesso Big Blue abbia distanziato di parecchio la grande rivale Hewlett Packard e messo in fila la concorrenza in tutte le tre categorie di servizi – project oriented, outsourcing, supporto e formazione - in cui opera. La maggior parte dei ricavi, si legge nella nota di Ibm, è arrivata dai servizi project-oriented mentre nelle soluzioni di outsourcing il solco scavato (in termini di giro d’affari) rispetto al fornitore in seconda posizione è stato del 35%.
A commentare il risultato ci ha pensato Scott Hopkins, General Manager di Ibm Global Technology Services, che ha rimarcato come “oggi le aziende si rivolgono ai fornitori di servizi con l’obiettivo di utilizzare la tecnologia per stimolare la crescita e competere in un mercato globale e il nostro successo è determinato dalla capacità di offrire, in modo esclusivo, le migliori competenze del settore unite ad un know-how tecnologico e un portafoglio software di altissimo livello”.
Nella Top 10 di Idc, dietro Ibm e Hp, si sono classificate nell’ordine Fujitsu, Accenture, Csc, Deloitte, Lockheed Martin, Capgemini, Nec e NTT Data (la società che ha recentemente acquisito la milanese Value Team). La leadership di Ibm, fanno notare gli analisti di Idc, conferma l’immutato rapporto di forza fra i grandi vendor di servizi informatici negli ultimi due anni. L’eccezione nel 2010 porta la firma di Deloitte, entrata in graduatoria al sesto posto ed estromettendo di conseguenza Hitachi, in decima posizione nel 2009.