Smartphone e tablet a giudizio, nell’ultima indagine pubblicata da Check Point Software Technologies, e il responso è di colpevolezza per il 71% delle aziende intervistate: secondo sette addetti alla sicurezza IT su dieci, fra i 768 interpellati in cinque Paesi (Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Germania e Giappone) dal provider di soluzioni contro le minacce informatiche, i dispositivi mobili hanno intensificato il rischio di perdita o furto di dati e di infiltrazioni di malware all’interno delle reti aziendali.
Per il 94% delle aziende, l'uso dei personal device sul luogo di lavoro è in aumento
Il report di Check Point, titolato The Impact of Mobile Devices on Information Security, parte da un dato di fondo: negli ultimi due anni il numero dei personal device utilizzati in ambito lavorativo è più che raddoppiato (così la pensa il 78% del campione) o in ogni caso aumentato sensibilmente (per 94% delle risposte).
Telefoni intelligenti e computer a tavoletta continuano a proliferare negli ambienti aziendali poiché offrono vantaggi di business in termini di aumento della produttività, facile accesso a database e altre risorse virtuali, flessibilità di tempi e luoghi di lavoro. Naturale è che l’abbondanza di strumenti, sistemi operativi, modalità di accesso, password e ambienti virtuali chiamati in causa dall’IT consumerization innalzi il livello di attenzione da rivolgere alle questioni di sicurezza.
Gli intervistati del sondaggio si sono mostrati preoccupati in merito alla
perdita o all’inopportuna diffusione di informazioni aziendali sensibili, come messaggi e dati di accesso alle email (citati dal 79% delle risposte), dati dei clienti (47%) e credenziali di accesso della rete (38%).
“La consumerizzazione dell’IT è tra le principali preoccupazioni dei cio per il prossimo anno - ha dichiarato Juliette Sultan, head of global marketing di Check Point Software Technologies -. L’esplosione del numero di dispositivi mobili connessi alla rete aziendale determina maggiori possibilità di perdita dati e una maggiore complessità di gestione. Prevediamo che questa tendenza continuerà a crescere nel 2012, inducendo le aziende ad applicare adeguate policy di accesso remoto per minimizzare frequenza, rischi e costi associati alla sicurezza”.
Fonte: indagine Check Point The Impact of Mobile Devices on Information Security, 2012
Ma quali comportamenti “a rischio” e quali tipi di device si aggiudicano la fetta di responsabilità più grande? La maggior parte delle aziende, il 72%, ritiene che la mancanza di consapevolezza dei rischi da parte dei dipendenti sia il fattore che più impatta sulla sicurezza dei dati, molto più della presenza di nemici esterni all’azienda, come gli hacker (citati solo dal 28% delle risposte).
A seguire, altre fonti potenziali di rischio sono la navigazione Web imprudente (61%), le connessioni WiFi non sicure (59%), lo smarrimento o il furto dei dispositivi (58%) e il download di applicazioni mobili contenenti codici maligni (57%).
Per quanto riguarda le tipologie di dispositivo sotto processo,
secondo il 43% dei professionisti il target più vulnerabile è rappresentato dai telefoni o tablet basati su Android, seguiti dai sistemi iOs (36%) e dai Blackberry (22%).
L’indagine completa è consultabile al seguente link:
www.checkpoint.com/downloads/products/check-point-mobile-security-survey-report.pdf.
Fonte: indagine Check Point The Impact of Mobile Devices on Information Security, 2012