Google fa “la spia” in casa Apple. Il team di Project Zero, nato a Mountain View per scovare falle nei prodotti di altre aziende, ha rivelato l'esistenza di tre importanti vulnerabilità nei sistemi operativi Os X di Cupertino. Problematiche che, a quanto dichiarano da Big G, sarebbero ancora da sistemare. L'ultimatum di tre mesi dato dalla task force di Google è infatti scaduto: come da prassi, Project Zero avvisa innanzitutto la società interessata dal buco di sicurezza. Passati novanta giorni, se il “baco” non viene risolto, la questione diventa di dominio pubblico.

I fan di Apple possono però tirare un mezzo sospiro di sollievo: per violare la privacy degli utenti, infatti, gli hacker dovrebbero prendere possesso fisicamente delle macchine. Le vulnerabilità potrebbero però contribuire a innalzare i livelli di privilegio del sistema. Il primo problema evidenziato da Google comporta l'aggiramento di comandi nel sistema di rete e potrebbe essere ridotto con l'aggiornamento a Yosemite. Il secondo e il terzo, invece, riguardano la struttura del kernel.

Non è la prima volta che Project Zero rende pubbliche le vulnerabilità di software di altre grandi aziende. Il cinque gennaio scorso il team di Google ha rivelato una falla in Windows 8.1, prima che Microsoft potesse prendere contromisure adeguate. Una mossa coerente con le finalità del gruppo di lavoro di Big G, nato anche per mettere pressione sui vendor e fare risolvere loro eventuali buchi di sicurezza.