La “Supercar” dello storico telefilm degli anni Ottanta è ormai una realtà, grazie a software a controllo vocale come Siri, Alexa, Google Assistant, che dagli smartphone si sono allargati ai sistemi di infotainment per le quattro ruote. Senza impegnare le mani, doverosamente impegnate su volante e leva del cambio, gli assistenti virtuali consentono al guidatore di comandare alcune funzionalità del sistema informatico di bordo, come per esempio il Gps, la ricerca di località e servizi sulle mappe, la riproduzione musicale, l’avvio di telefonate o la lettura di Sms ricevuti sullo smartphone.

 

Oggi le “Supercar” sono ancora una nicchia, ma secondo gli analisti di Abi Research nel giro di una manciata di anni, nel 2023, circoleranno nel mondo qualcosa come 20 milioni di automobili dotate di interfacce vocali, nelle quali si potrà dialogare con uno o più software. La crescita numerica sarà trainata dalla domanda di soluzioni innovative utili sono solo per migliorare l’esperienza di guida ma anche per controllare da remoto i dispositivi smart domestici. Come spiegato da Shiv Patel, analista di Abi Research, “Gli Oem hanno capito che un crescente numero di consumatori potrebbe comprendere il valore del poter controllare i propri dispositivi di smart home direttamente dall’auto, entrando nel proprio ecosistemA Apple, Amazon o Google mentre è in viaggio”.

 

A proposito di ecosistemi, i produttori di automotive si stanno orientando verso l’uno o l’altro, come mostrano le alleanze già strette, ma alcuni avranno cura di lasciare libertà di scelta al cliente, così da non precludersi nessun segmento di mercato. Bmw e Audi, per esempio, hanno deciso di sviluppare degli assistenti vocali propri, lasciando però la possibilità di usare Alexa o Google Assistant. Altri produttori, invece, hanno preferito puntare su un unico ecosistema, sia esso quello di Google (scelto da Volvo e  Nissan-Renault), di Amazon o di Apple.

 

Abi Research sottolinea come queste alleanze e le applicazioni per automobili che saranno sviluppate nei prossimi anni rappresentino golose opportunità per i colossi tecnologici: Google potrà ottenere ricavi pubblicitari grazie ad advertising gelocalizzato (che segue il Gps delle vetture), mentre Amazon potrà usare le piattaforme di infotainment come canale di vendita per l’e-commerce. “Queste aziende tecnologiche”, sottolinea Patel, “guardano al mercato automobilistico come a un nuovo business verticale per espandere il proprio marchio e ottenere dati preziosi dai consumatori".