Nasce la prima appliance SimpliVity in una Hewlett Packard Enterprise sempre più “alleggerita” dal software nudo e crudo e sempre più concentrata su hardware e sistemi ingegnerizzati. La società di Palo Alto ha presentato Hpe SimpliVity 380, ovvero la prima infrastruttura iperconvergente frutto dell'acquisizione da 650 milioni di dollari realizzata due mesi fa e mirata a intercettare la crescente domanda di soluzioni software-defined. Un campo in cui SimpliVity fino a ieri concorreva con Nutanix e in cui ora potrà sfruttare (come marchio e offerta, non più come azienda) il traino di Hpe.

La nuova appliance, già inserita ufficialmente in portfolio, integra al suo interno la piattaforma di data virtualization di SimpliVity, OmniStack, funzionante su qualsiasi hypervisor o server con architettura x86. È dunque adatta a gestire servizi di vario tipo su carichi di lavoro virtualizzati. Al suo interno sono incluse tecnologie di gestione, accelerazione, efficienza, deduplica e protezione dei dati, oltre a capacità di backup e disaster recovery. La componente fisica di questa nuova soluzione è invece costituita da un server Hpe ProLiant.

Tre le versioni proposte, indirizzate alle aziende di piccole, medie o grandi dimensioni. Per tutte sono previsti un formato 2U rack scalabile, una configurazione all-flash e processori Intel Broadwell (da 16 a 44 core), mentre la capacità di storage effettiva varia da 6 a 40 TB. A detta di Hpe, soluzioni come questa aiutano notevolmente a semplificare la gestione dell'It e a risparmiare sui costi di possesso infrastrutturali, potendo d'altra parte contare su maggiori prestazioni, efficienza e sicurezza delle attività che coinvolgono i dati.

 

Nella brochure di presentazione del prodotto non manca un confronto diretto con la concorrenza e con l'alternativa del cloud pubblico: eseguire delle macchine virtuali on premise, all'interno di infrastrutture iperconvergenti Hpe SimpliVity, risulta più conveniente (dal 22% al 49%, secondo studi indipendenti) rispetto all'allocazione di tali macchine virtuali su Amazon Web Services.