04/09/2012 di Redazione

Sistemi operativi: perché Linux non decolla?

Gli ultimi dati di Net Application confermano come il software open source sia “bandito” dai pc da tavolo. Perché? Chi ha le maggiori responsabilità della sua mancata adozione da parte degli utenti? Ne parlano, ancora, i guru del Pinguino, Linus Torvalds

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Sui pc desktop a farla da padrone è sempre Windows. I dati resi noti da Net Applications parlano chiaro: il sistema operativo più diffuso sui computer da tavolo è quello di Redmond (con Seven finalmente davanti a Xp) e solo Apple con il suo Mac Os può fregiarsi del fatto di aver superato l’installato di Vista (le ultime due versioni di OS X arrivano a una quota del 7,11%).

Miguel de Icaza


Di Linux, invece, non c’è traccia. E forse anche alla luce dei dati di cui sopra che si è riaperta una  nuova spirale polemica nel mondo open  source, incentrata sul perché il sistema operativo del Pinguino abbia sostanzialmente fallito in ambito desktop, almeno fino a oggi. Stavolta è stato Miguel de Icaza, l’informatico messicano creatore di Gnome e Mono, a scagliare la prima pietra, affermando che “il problema di Linux sui desktop è radicato nella cultura da sviluppatore su cui è nato”.

Sulla questione de Icaza ha scritto un lungo post che ha scatenato un'accesa ed immediata  discussione su Google+. Alan Cox (imprenditore e sviluppatore Intel) accusa per esempio il guru di ipocrisia quando parla della confusione tra le varie distribuzioni del software sottolineando come il problema della compatibilità sia proprio di Gnome e non di Linux.

In ballo è stato tirato anche Linus Torvalds, il primo responsabile - secondo de Icaza – della confusione che regna intorno a Linux perché "rifiutò la compatibilità con i binari per i driver".  Accusa che ha subito trovato una replica. “È comico che quelli di Gnome accusino me – scrive Torvalds sul social media di Google - di aver ispirato un atteggiamento che sta creando loro problemi”.

E il paradigma del software libero, peculiarità che ha sempre gratificato i sostenitori del movimento open source al cospetto delle ingerenze delle piattaforme proprietarie? È passato di moda? Torvalds evidenza come nel mondo Gnome regni un atteggiamento da saccentoni pedanti, pronti a forzare le proprie scelte e ad accusare gli altri sviluppatori Linux di essere contro il progresso. Tesi che de Icaza non accetta, imputando a Torvalds la colpa di aver influenzato negativamente molte persone, per quanto ricordi di essere fuori dal movimento Gnome da circa cinque anni.


Dal reciproco scambio di vedute emerge chiaramente come in seno all’universo open source sia difficile mettersi d'accordo su questioni anche basilari. Resta il fatto che in poco più di 20 anni Linux non ha avuto successo in veste di piattaforma desktop come alcuni speravano. E c’è chi, ormai, è pronto a parlare di fallimento. La risposta però continua a sfuggire, e la domanda genera altre domande, parole che s'inseguono in un turbine senza uscita: perché Linux non ha sfondato?

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