Slack è l’ultimo nome tecnologico a emergere dalle cronache finanziarie statunitensi. Dopo i dettagli dell’Ipo di Uber, l’azienda che sviluppa l’omonima piattaforma di collaboration in cloud ha depositato alla Sec una nuova serie di documenti preparatori allo sbarco in Borsa, che dovrebbe avvenire nel corso dell’anno (forse già prima dell’estate). La strada scelta da Slack è la stessa seguita nel 2018 da Spotify e prevede la quotazione diretta a Wall Street, senza passare dalla “prevendita” di azioni agli investitori istituzionali. I documenti depositati all’authority statunitense sono interessanti perché permettono per la prima volta di visionare alcuni dati finanziari della società. Per esempio, nell’ultimo anno fiscale, chiuso il 31 gennaio 2019, Slack ha riportato un fatturato di 400,6 milioni di dollari. Una cifra quasi doppia rispetto all’esercizio precedente, accompagnata anche da una riduzione del 22,2 per cento delle perdite (passate da 180,9 a 140,7 milioni).

I clienti paganti dell’azienda sono 88mila, in aumento del 50 per cento anno su anno, che si sommano ai 500mila iscritti al piano gratuito. Ma gli abbonati di alto livello, vale a dire quelli che hanno versato oltre 100mila dollari nelle tasche di Slack, sono solo 575. Questa ridotta customer base ha contribuito al 40 per cento del giro d’affari complessivo dell’unicorno con sede a San Francisco e uffici anche a New York, Denver, Vancouver, Toronto, Londra, Dublino, Melbourne, Tokyo e Pune.

Nell’ultima settimana dell’anno fiscale 2019 sono stati scambiati sulla piattaforma circa un miliardo di messaggi al giorno e, in media, un utente pagante è rimasto connesso a Slack per nove ore con un tempo di utilizzo attivo di novanta minuti. La community di sviluppatori che ruota attorno al servizio è composta da 500mila persone, che hanno creato ad oggi oltre 450mila integrazioni personalizzate per applicazioni terze.

Non è però tutto oro quel che luccica. Ed è la stessa software house ad ammetterlo. “Nel futuro ci aspettiamo un aumento della concorrenza in questo mercato, sia da realtà già presenti sia da nuovi entranti”, ha sottolineato Slack nella documentazione approntata per la Sec. La squadra di competitor dell’azienda californiana è variegata ed è composta da colossi come Microsoft, Facebook, Google e persino Cisco, che sulla collaboration ha investito molto per differenziare il proprio business storico incentrato sul networking.