In principio fu Amazon Echo, lanciato nel 2015, poi a seguire sono arrivati Google Home, Apple Homepod e altri modelli con il “cervello” di Cortana (il software di Microsoft), mentre oggi si attende l’esordio di Samsung con un prodotto basato su Bixby, già assistente virtuale degli ultimi smartphone Galaxy. Gli smart speaker sono una delle novità più interessanti degli ultimi anni e sempre più guadagneranno spazio nelle nostre abitazioni e nel mercato delle tecnologie consumer, grazie alla loro abilità di diffondere musica e parole nell’ambiente domestico, ma soprattutto grazie alla loro “intelligenza”, usata per reperire informazioni, fornire suggerimenti e rispondere ai comandi vocali.

 

Un nuovo studio della società di ricerca Canalys scommette che “il 2018 sarà l’anno in cui si definirà l’adozione degli smart speaker”, come affermato dall’analista Lucio Chen.L’adozione è cresciuta più rapidamente di quella di qualsiasi altra tecnologia consumer recente, come i visori di realtà aumentata e virtuale e persino i dispositivi indossabili”. Quest’anno, a detta di Canalys, si venderanno nel mondo 56,3 milioni di altoparlanti intelligenti, con i modelli di Amazon e Google ancora in testa sugli altri, nonostante la crescente competizione. Aumenteranno notevolmente, infatti, sia i produttori hardware interessati a questa categoria di prodotto, sia gli sviluppatori di software e i fornitori di servizi smaniosi di “unirsi ai giochi in tempo per capitalizzare la crescente consapevolezza degli utenti sui temi della smart home e dell’intelligenza artificiale”.

 

Gli Stati Uniti resteranno il primo bacino di sbocco, con 38,4 milioni di unità distribuite, seguiti a distanza dalla Cina (4,4 milioni). Ma l’evoluzione di questo mercato non sarà solo questione di numeri e di abbondanza dell’offerta: quest’anno si osserveranno “tentativi strategici di monetizzare la crescente base installata, sia negli Stati Uniti sia altrove”, scommette Chen. “Le possibilità sono infinite, che si tratti di pubblicità, pacchetti con contenuti in abbonamento, servizi premium o soluzioni per le aziende. La tecnologia è ancora in una fase di transizione e gli aumentati investimenti di soggetti vari di questo ecosistema ne alimenteranno la crescita”.

 

 

Un primo caso di monetizzazione sull’hardware già venduto, secondo indiscrezioni, si potrà osservare sui modelli Amazon Echo. A detta di Cnbc, la società di Seattle avrebbe già avviato trattative con colossi del commercio come Procter & Gamble e Clorox: l’idea è quella di inserire annunci pubblicitari all’interno del flusso di contenuti e informazioni veicolate da Alexa (l’assistente vocale dei dispositivi Echo). Con una differenza fondamentale rispetto all’advertising classico di televisione, radio e giornali, ovvero la possibilità di personalizzare gli annunci in base al profilo e alle attività dell’utente.