Dopo la corsa sfrenata degli ultimi anni, gli smartphone rallentano. Un po’ come (molto più drasticamente) è successo ai tablet, i telefoni intelligenti stanno esaurendo la grande spinta che ha fatto volare le vendite ancora nel 2015. Un anno da record, in effetti, con 1,4 miliardi di terminali smart acquistati nel mondo, il 22% in più rispetto al 2104. Lo affermano i monitoraggi di Strategy Analytics, che però sottolinea anche un dato negativo: guardando all’ultimo spicchio dell’anno, i tre mesi di ottobre, novembre e dicembre, il ritmo è ben diverso. Appena un 6,4% di incremento a volume, infatti, registrato rispetto all’analogo periodo dell’anno prima, ovvero per gli smartphone “il tasso di crescita più piccolo di tutti i tempi”, scrive Strategy Analytics, corrispondente a 404,5 milioni di unità vendute nel trimestre.

Il ritmo sta rallentando “a causa della sempre maggiore maturità di alcuni grandi mercati, come la Cina, e per via delle preoccupazioni legate al futuro dell’economia mondiale”. Due ostacoli non da poco, che certo non si dissolveranno nel breve periodo. Qualche boccata d’ossigeno potrebbe arrivare dai mercati emergenti, come l’India o la Nigeria, citati non a caso da Strategy Analytics come “suggerimento” al secondo vendor mondiale, Apple.

 

 

La battaglia fra Galaxy e iPhone
La Mela è seconda in termini di market share (16,1% nel 2015) dopo Samsung (22,2%) e pur avendo aumentato il numero di iPhone venduti lo ha fatto di poco, cioè è passata dai 74,8 milioni dell’ultimo trimestre 2014 ai 74,8 dell’anno successivo.

La casa madre dei Galaxy, invece, sembra aver ammortizzato le non spettacolari performance dei suoi ultimi top di gamma riuscendo a crescere del 9%, anno su anno, nell’ultimo trimestre del 2015 in termini di dispositivi venduti. Il market share è invece sceso di circa due punti e mezzo percentuali. Se saranno esauditi i rumors che fissano alle prossime settimane (con il mobile World Congress di Barcellona) il lancio del Galay S7, “questo dovrebbe permettere a Samsung di consolidare la sua leadership”, scrive la società di ricerca. Per il 2016, in ogni caso, l’azienda sudcoreana ha messo le mani avanti ammettendo un possibile calo di fatturato dovuto proprio al generale rallentamento del mercato degli smartphone.


Secondo Gartner, quest’anno le vendite di terminali telefonici crescereanno ancora ma di un modesto 2,6% rispetto ai livelli del 2015, mentre se si limita lo sguardo ai soli smartphone la crescita sarà del 12%. Proseguirà, dunque, quel processo di sostituzione che ormai favorisce modelli più tecnicamente evoluti, oggi dal prezzo più accessibile rispetto al passato.

 

 

Top-five dinamica
Dietro Samsung ed Apple, a debita distanza, continuano sfidarsi Huawei, Xiaomi e Lenovo (con un’offerta che include l’eredità di Motorola Mobility, recentemente ribrandizzata come “Moto by Lenovo”). La prima delle tre si aggiudica il bronzo, migliorando il suo market share dal 5,8% del 2014 al 7,4% del 2015 (addirittura 8,1% nel solo ultimo trimestre).

Xiaomi, al quinto posto della top-five, è invece cresciuta di appena lo 0,2% in termini di quota, forse perché ancora molto focalizzata sui mercati asiatici e dunque penalizzata dai rallentamenti degli acquisti in Cina. In mezzo c’è Lenovo-Motorola, il cui matrimonio sembra per ora non aver prodotto i frutti sperati visto il calo dai 92,7 milioni di smartphone venduti nel 2014 ai 73,9 del 2015.