Il mercato degli orologi intelligenti non conosce crisi. A differenza delle vendite di smartphone, in netta frenata, nel primo trimestre del 2019 le consegne di smartwatch sono cresciute del 48 per cento anno su anno. La stima è di Counterpoint Research ma non contiene i numeri assoluti. I grafici elaborati dalla società, però, parlano chiaro: Apple è la padrona assoluta del settore, con il 35,8 per cento di quote, sostanzialmente stabili rispetto al primo trimestre del 2018. Segue Samsung con l’11,1 per cento e una crescita a volume del 127 per cento; chiude Imoo con il 9 per cento. “Le consegne di Apple Watch sono aumentate del 49 per cento malgrado la debole domanda di iPhone”, ha spiegato l’analista Satyajit Sinha. Cupertino “continua a concentrarsi su funzionalità riconducibili alla salute come l’elettrocardiogramma e il rilevatore di caduta. La prima è la tecnologia più desiderabile, secondo una nostra indagine sui consumatori”.

La funzionalità per rilevare l’Ecg, introdotta con la quarta generazione di orologi intelligenti della Mela, è stata approvata ufficialmente da poche settimane anche in Italia. La cavalcata di Samsung è invece dovuta all’ultima iterazione di dispositivi da polso della serie Galaxy, caratterizzata da una maggiore autonomia, dalla connettività Lte integrata e da un design più tradizionale. I prodotti del colosso sudcoreano rappresentano, secondo Counterpoint, l’alternativa ideale per l’enorme user base di Android.

Guardando agli altri vendor, va sottolineata anche la prestazione di Huawei, che tra gennaio e marzo di quest’anno ha ottenuto il 3 per cento di market share, passando dalla quasi irrilevanza del primo trimestre 2018 al sesto posto della classifica. Gli analisti fanno notare la differenziazione delle soluzioni del gigante cinese, che ha affidato gli smartwatch al brand Huawei, mantenendo le più economiche smartband sotto il marchio Honor.

Positivi anche i movimenti di Fitbit, passata dal 3,7 al 5,5 per cento (quarta posizione), mentre sia Fossil sia Garmin hanno perso quote. Per il futuro, Counterpoint prevede l’integrazione di funzionalità più simili a quelle degli smartphone, con l’arrivo di schermi flessibili. “Siamo però ancora in una prima fase di evoluzione dei form factor”, ricorda la società, “che dovranno eccellere su diverse metriche. Dovranno innanzitutto essere meno ingombranti e più resistenti, mantenendo comunque un certo stile. I primi orologi intelligenti flessibili potrebbero diventare di massa dopo il 2025”.