Trimestrale felice per Cisco. Il colosso statunitense ha riportato risultati superiori alle attese sia sul fronte dei ricavi sia su quello degli utili. Nel proprio Q2 l’azienda ha infatti registrato un fatturato Gaap di 12,45 miliardi di dollari, in crescita del 5 per cento anno su anno, mentre il profitto netto è stato di 2,82 miliardi, stabile rispetto allo stesso periodo del 2018 (fiscale). Il margine lordo è stato del 62,5 per cento, in lieve diminuzione. L’utile per azione (Eps) si è attestato a quota 63 centesimi. Numeri che hanno spinto il titolo di Cisco del 3,7 per cento nel dopo mercato. Wall Street sembra aver festeggiato anche il ridotto impatto della guerra commerciale fra Stati Uniti e Cina che, secondo quanto dichiarato poche settimane fa dal Ceo Chuck Robbins, rischiava di incidere negativamente sul business delle aziende americane.

L’amministratore delegato non ha però negato le difficoltà: “È sicuramente uno degli scenario macro più complessi a livello geopolitico che non si vedevano da tempo ma, a essere onesti, dal primo all’ultimo giorno del trimestre non abbiamo notato grandi differenze” sull’andamento delle operazioni, ha spiegato Robbins.

I numeri certificano l’ottima salute dell’offerta software, un elemento su cui il Ceo ha puntato fin dall’inizio per uscire indenne dallo stallo dell’hardware. La componente applicativa è cresciuta del 24 per cento a 1,47 miliardi di dollari, mentre le soluzioni di sicurezza hanno registrato un rialzo del 18 per cento a 658 milioni. Il core business della società, vale a dire la vendita di switch e router, è comunque salito di sei punti a 7,13 miliardi. Ma l’obiettivo della dirigenza rimane quello di continuare a spingere l’offerta applicativa, che presenta una marginalità decisamente superiore.

Nel terzo trimestre Cisco si aspetta ricavi in rialzo fra il 4 e il 6 per cento, compresi quindi tra 12,96 e 13,21 miliardi di dollari. Gli analisti si attendevano un giro d’affari di 12,84 miliardi. Il board societario ha approvato un incremento del programma di riacquisto di azioni proprie, aumentandolo di 15 miliardi per un totale di 24 miliardi. Il vendor ha inoltre rivisto al rialzo i dividendi di sei punti, portandoli a 35 centesimi per azione.