Nel mondo dei produttori di chip un colosso come Qualcomm è appena diventato ancora più grande. L’azienda ha infatti annunciato di aver chiuso un accordo del valore di 47 miliardi di dollari per l’acquisizione di Nxp Semiconductors, multinazionale olandese specializzata in chip Arm ma anche in prodotti (chip Nfc, sensori di sicuezza, tag Rfid) per le automobili, per le reti wireless, per gli oggetti dell’Internet of Things e per l’industria dei media. L’azienda con sede a Eindhoven , nata nel 2006 da una costola di Philips, lo scorso anno si era fusa con la statunitense Freescale Semiconductor a seguito di un investimento da 12 miliardi di dollari.

A Qualcomm passerà dunque una ricca eredità di tecnologie orizzontali e verticali, di attività (in 35 Paesi), di brevetti (oltre novemila) e di clienti (25mila). Soprattutto, con questa mossa l’azienda potrà perseguire una strategia di differenziazione dell’offerta, allargandosi oltre il terreno dei processori per smartphone. Un terreno non più così fertile, dato il rallentamento del mercato certificato anche dai numeri di Idc (+1% di consegne a volume nel terzo trimestre rispetto allo scorso anno).

Detto con le parole del Ceo di Qualcomm, Steve Mollenkopf,Unendo le capacità e la roadmap tecnologica di Qualcomm nell’ambito dei system-on-chip con la solida posizione di mercato e le vendite di canale di Nxp in ambito automotive, sicurezza e IoT, saremo ancor meglio posizionati per dare a clienti e utenti il potere di cogliere tutti i benefici del mondo connesso e intelligente”.

 

 

La chiusura del’accordo è attesa nel 2017, “entro la fine dell’anno”, secondo quando comunicato dalle due società. La prospettiva per Qualcomm è quella di ottenere un incremento immediato dell’utile per azione su base non-Gaap, per poi generare 500 milioni di dollari di risparmio all’anno (a regime, dopo due anni dalla chiusura dell’acquisizione) grazie alle sinergie. Dopo l’acquisizione, il giro d’affari salirà oltre i 30 miliardi di dollari: quello della sola Nxp per quest’anno si attesterà a circa 9,48 miliardi di dollari, secondo il consensus degli analisti di Bloomberg, cioè meno della metà dei 23,2 miliardi di dollari di Qualcomm.

Quest’ultima si aspetta di riuscire a generare risparmi nell’ordine dei 500 milioni di dollari entro il primo biennio dall’acquisizione. Pur non regalato, l’acquisto di Nxp ha tutte le caratteristiche per apparire un ottimo affare: la società negli ultimi anni è cresciuta al ritmo dell’11% annuo, mentre il fatturato del produttore di chip statunitense nel 2015 è calato del 5%.