Start up tecnologiche: il 2012 è l’anno della svolta?

di Giuseppe de Paoli
pubblicato giovedì 16 febbraio 2012

Molte le iniziative nate per incentivare la creazione di nuove società in campo tecnologico. Fra i progetti da segnalare quelli di Confcommercio e del Fondo Italiano d’Investimento, il Premio Innovazione ICT Puglia, il programma di accelerazione d’impresa Seed Lab e il laboratorio Start Up Design Lab. Scettici invece gli addetti ai lavori sul decreto "Cresci Italia" per le nuove Srl.

L'Italia è un Paese storicamente poco propenso a investire nei venture capital e questo vale anche per il settore Ict. Qualcosa però si sta muovendo soprattutto negli ultimi mesi ed esemplare in tal senso è il caso di Beintoo, la giovane star up italiana premiata all'importante rassegna parigina leWebb. La società di game fiction, fondata da Antonio Tomarchio, ha preso forma anche grazie all'aiuto finanziario fornito da “business angel” italiani e oggi impiega una decina di persone a Milano e tre a San Francisco.


Il 2012, ne son convinti in molti, potrebbe essere l’anno della “svolta” per il venture capital nostrano e nuova linfa al movimento dovrebbe arrivare anche dal Fondo Italiano d’Investimento, che ha in programma lo stanziamento di 50 milioni di euro, appena riceverà l’approvazione della Banca d’Italia.

Per supportare le nuove idee si sta muovendo anche la Confcommercio, che ha dato il via al Premio nazionale per l'innovazione 2012 rivolto a imprese, università, centri ricerca, liberi professionisti che presenteranno progetti competitivi in grado di rilanciare l’Italia sullo scenario internazionale.
In palio ci sono sei onorificenze che verranno conferite direttamente dal presidente della Republbica Giorgio Napolitano.

Sono 100 invece, le imprese che si sono candidate al Premio Innovazione ICT Puglia, realizzato in collaborazione con la School of Management del Politecnico di Milano: un’occasione per valorizzare aziende, amministrazioni, enti pubblici che hanno investito con successo nelle tecnologie.

Di grande interesse per i networkers c’è anche Seed Lab, il programma di accelerazione d’impresa lanciato da Fondamenta Sgr e dal Fondo TT Venture  che prevede la selezione di 20 proposte ad alto contenuto innovativo: la metà di queste saranno sponsorizzate con Borse di Studio.

Un altro progetto da segnalare è anche Start Up Design Lab, un laboratorio destinato a 20 partecipanti che ha per finalità quella di progettare una Internet start up. L’iniziativa è curata da Nicola Mattina e dal team di Elastic, società di consulenza digitale. Il corso si terrà prevalentemente in inglese, durerà dieci settimane e partirà dalla seconda metà di febbraio o al più tardi ai primi di marzo. Mattina è stato l’ideatore del progetto Working Capital, il programma di Telecom Italia che offre finanziamenti alle imprese innovative e ha contribuito in modo significato a promuovere l’idea che fare impresa sia un’alternativa concreta ai tradizionali percorsi professionali.


Favorire la creazione di start up è infine anche uno degli obiettivi del Governo Monti, che si è occupato della questione con l’articolo 4 del decreto “Cresci Italia”. La norma introduce una nuova figura di  Srl (società a responsabilità limitata) semplificata: è previsto un capitale minimo di solo un euro per dare il via alla società e la possibilità di fare a meno dell’atto pubblico e quindi del notaio. Basterà una comunicazione online al registro delle imprese, senza ulteriori spese.

Una norma che dovrebbe favorire la nascita di nuove società che ha lasciato però perplessi molti. Drastico il commento, in tal senso, di Mattina: “il limite di età è incredibile. Quella media di chi fa impresa è più alta e comunque l’uscita di scena al compimento del 35esimo anno rende impraticabile qualsiasi forma di finanziamento. Se poi fra i soci fondatori ce n’è uno che compie 35 anni, ma ha particolari capacità, sarà dura sostituirlo. A meno di cambiare forma societaria’’.

Quanto ai costi d’ingresso è ancora Mattina a manifestare perplessità: “nella creazione di una società incide molto di più il versamento dell’Iva e l’acconto sulle tasse. Quella del governo sembra un’operazione contabile per dire alla fine dell’anno che sono state realizzate un certo numero di nuove società. Bisognerà poi vedere quante di queste sopravviveranno’’


A cura di Sindacatonetworkers.it


 
 
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