La città più tecnologica al mondo si sveglia al suono del Big Ben. È Londra, secondo un nuovo studio di Ericsson, la metropoli più “matura” dal punto di vista dell’adozione dell’Information and Communication Technology, ma per trovare la miglior qualità della vita, il maggiore spirito ecologista e la più forte spinta all’innovazione bisogna spostarsi a Stoccolma. Lo studio di Ericsson, il Networked Society City Index 2016 ha infatti valutato 41 città del mondo secondo parametri sia tecnologici sia ambientali, ponendo il capolouogo britannico in vetta alla classifica solo in base al criterio della maturità Ict e quello svedese in base alla somma dei punteggi dei singoli indici.

Nel dettaglio, sono state misurate variabili quali i livelli d’adozione delle tecnologie, il loro costo per i cittadini (con particolare riferimento alle telecomunicazioni), la diffusione della banda larga e il numero degli hotspot WiFi presenti in città, ma anche il tasso di raccolta differenziata, le emissioni di gas inquinanti, la sostenibilità sociale e ambientale.

Stoccolma ha meritato la medaglia d’oro grazie alle sue politiche di sviluppo urbano sostenibile, per cui si distinguono anche Copenaghen, Helsinki e Parigi. La città svedese è scivolata dietro Londra per quanto riguarda il solo criterio della maturità Ict, che la vede comunque al secondo posto, subito prima di Singapore. Rispetto all’analoga osservazione svolta da Ericsson due anni fa, tra le città che hanno guadagnato punti in classifica ci sono Barcellona, Istanbul e Giacarta, mentre sono scese Hong Kong, Mosca e Dubai.

 

Le variabili dello studio

 

Vizi e virtù di Roma
Buone notizie anche per l’Italia, rappresentata da Roma. La Città Eterna fra l’edizione 2014 e quella di quest’anno del Networked Society City Index è salita dal ventunesimo al diciannovesimo posto, riuscendo per un pelo a rientrare nella metà alta della classifica. Il posizionamento complessivo è frutto della somma di diversi punteggi. La capitale è 16sima per quanto riguarda gli investimenti in campo economico, sociale e ambientale, soprattutto grazie all’alta aspettativa di vita dei suoi abitanti (circa sette anni più della media delle 41 destinazioni). È  invece 17esima per quanto riguarda l’impatto ambientale: produce un’elevata quantità di diossido di azoto ed è indietro nella raccolta differenziata, ma in compenso riesce a bilanciare abbastanza bene il consumo e la produzione di energia.

Per quanto riguarda le variabili tecnologiche, Roma arranca sia nella diffusione della banda larga fissa, che è circa tre volte inferiore alla media generale, sia nel numero degli hotspot WiFi. La qualità della banda larga risulta però superiore alla media europea. Nota positiva è il rapporto fra stipendo e costo delle telecomunicazioni (banda larga fissa e mobile), per cui la capitale italiana rientra nella top-10 delle città più convenienti.

 

 

Smart city e oltre
Lo studio di Ericsson ha confermato l’esistenza di una correlazione positiva tra lo sviluppo sociale, economico e ambientale e la crescente maturità Ict delle città. Il pensiero va subito alle smart city, la cui pianificazione sarà cruciale per raggiungere alcuni degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) delle Nazioni Unite, come la riduzione della povertà, il contenimento del riscaldamento globale, la maggiore inclusione sociale e finanziaria e il miglioramento della scuola e dei servizi sanitari. Ma si può fare di più.

afferma: “Un-Habitat stima che il 70% della popolazione mondiale vivrà nelle aree urbane entro il 2050”, spiega Erik Kruse, head of Ericsson Networked Society Lab. “Fino ad oggi molte iniziative delle smart city hanno utilizzato l’Ict principalmente per ottimizzare gli esistenti sistemi e comportamenti, come per esempio il trasporto intelligente. Le città hanno invece bisogno di ripensare le strutture esistenti per cogliere appieno il potenziale dell’Ict e assicurarsi che "smart " sia in realtà sostenibile. La città del futuro è caratterizzata da resilienza, collaborazione, partecipazione e mobilità, essenziali per garantire che le nostre città siano luoghi attraenti, sostenibili e pieni di vita”.