Dell giocherà in casa a Austin, a pochi chilometri dal quartiere generale di Round Rock, nell’annuale convention di cui Michael Dell sarà come sempre il protagonista più atteso sul palco. Ma rispetto al passato c’è una novità sostanziale: per la prima volta, la società si presenta ufficialmente al pubblico dei partner, degli analisti e dei giornalisti come Dell Technologies. E infatti il nome dell’annuale evento texano quest’anno non è “Dell World”, ma “Dell Emc World”. La storica fusione è solo l’ultima, forse più clamorosa, scelta in un percorso di trasformazione in cui l’azienda negli anni ha prima ribaltato il proprio paradigma di vendita (da diretta a indiretta) e poi è uscita dalla quotazione in Borsa con un buyout da quasi 25 miliardi di dollari.

All’appuntamento di Austin, domani, si parlerà forse anche del processo di integrazione con Emc, di strategie, di futuro. Ma anche, più concretamente, degli avanzamenti compiuti in due segmenti d’offerta: i sistemi di storage e quelli di data protection. Sono infatti già circolate alcune anticipazioni sugli annunci attesi.

La famiglia di sistemi per l’archiviazione (all-flash o flash ibrida) Dell Emc Unity farà passi avanti grazie a un aggiornamento software gratuito che, a detta dell’azienda, quadruplica l’efficienza dello storage a parità di capacità attraverso tecniche di compressione in linea e altre ottimizzazioni all-flash. Entro la fine dell’anno, inoltre, sarà  resa disponibile la già annunciata piattaforma di analytics CloudIQ: con essa di potranno eseguire sui dati archiviati delle analisi predittive e basate su intelligenza artificiale, con l’obiettivo di poter monitorare proattivamente lo stato di salute dei sistemi Unity.  Va anche sottolineato come per la prima volta con CloudIQ sarà possibile eseguire il tiering dei dati su piattaforme cloud pubbliche (come Virtustream, Amazon S3 e Microsoft Azure) sulla base di  policy definite a livello di file: in questo modo, archiviare sulla nuvola i dati inattivi, si riduce la capacità di storage necessaria su risorse fisiche e si riducono, di conseguenza, i tempi di backup e i costi della gestione dei dati (fino al 60%, a detta di Dell Emc). Terza novità è l’aggiunta del supporto dei flash drive 3D Nand (Sas Flash 4) da 15,36 TB, elemento che porta fino a 384 TB la capacità massima dei sistemi Unity All Flash all’interno di un rack 2U.

Per quanto riguarda la protezione dei dati, l’annuncio è duplice: l’aggiunta di una nuova famiglia, composta di quattro modelli, alla gamma di appliance Data Domain, e poi il rilascio del software Data Domain Cloud Tier. Il deployment di quest’ultimo nelle appliance esistenti permette di incrementare del 200% il volume di dati gestibili da un singolo sistema, fino a una capacità logica massima di 150 PB. Con questa aggiunta software, sottolinea l’azienda, Data Domain diventa l’unica soluzione del suo genere che prevede nativamente il tiering di dati deduplicati su cloud pubblici, privati o ibridi. Una possibilità utile per la conservazione a lungo termine.

 

 

I quattro nuovi modelli si distinguono per “stazza” e destinazione d’uso. Il più piccolo è DD6300, una appliance all-in-one “chiavi in mano”, progettata per le aziende di piccole e medie dimensioni. La capacità sale progressivamente (i dettagli tecnici ancora non si conoscono) nei modelli DD6800, DD9300 e DD9800, l’ultimo dei quali viene definito come “sette volte più scalabile, una volta e mezzo più veloce e può supportare cinque volte il numero di stream rispetto al concorrente più vicino”.