Dell Emc mette il turbo agli array di storage PowerMax, promettendo ai clienti un’archiviazione dei dati “realmente persistente”, migliori prestazioni e l’eliminazione dei temuti colli di bottiglia. I PowerMax, infatti, si aggiornano con potenzialmenti hardware: sono le prima macchine del loro genere a proporre la tecnologia di Storage-Class Memory (Scm) su unità Ssd Intel Optane a due porte. Questi sistemi, inoltre, accolgono ora la tecnologia NVMe over Fabric (NVMe-oF, in realtà un insieme di tecnologie di memoria non volatile ad alte prestazioni) per ridurre la latenza e migliorare significativamente i tempi di risposta delle applicazioni a intenso utilizzo di risorse.

A poco più di un anno di distanza dal lancio, dunque, l’offerta dei PowerMax (da subito proposta come high-end e sdoppiata al momento su due modelli, PowerMax 2000 e PowerMax 8000) è stata aggiornata con alcune tecnologie di ultima tendenza, orientate alla velocità e alla performance. Per quanto riguarda l’aggiunta degli SSD Intel Optane dual port in alcune configurazioni, non deve stupire il fatto che i PowerMax ci siano arrivati per prima: queste unità, infatti, sono frutto di un lavoro sviluppo congiunto di Dell e Intel. Andando un po’ più nel tecnico, poi, la presenza dell’ NVMe-oF su tutti gli array PowerMax è stata resa possibile da nuovi moduli di I/O 32Gb FC, dai director e dagli switch Connectrix 32Gb e dagli host adapter NVMe 32Gb (con software di multipathing Dell Emc PowerPath). 

Con questi potenziamenti di configurazione, le prestazioni del PowerMax 2000 salgono a 7,5 milioni di Iops, quelle del PowerMax 8000 a 15 milioni, e per entrambi la latenza si riduce circa di due terzi (da 300 a meno di 100 microsecondi in lettura). Un motore di intelligenza artificiale integrato negli array permette l'analisi predittiva e il riconoscimento dei pattern per posizionare automaticamente i dati sulla tipologia di supporto più appropriata (Scm o Flash) in base al relativo profilo di I/O. 

La gamma di array software si aggiorna anche con qualche novità interessante per gli sviluppatori e per le aziende che adottano il metodo DevOps: debuttano ulteriori integrazioni, moduli e plug-in per i Vmware vRealize Orchestrator, Ansible e Kubernetes. In sostanza, diventa ora possibile usare i PowerMax per automatizzare la gestione e il provisioning di infrastrutture It e per automatizzare flussi di lavoro DevOps.