Lo storage definito dal software targato Suse ha fatto un passo avanti. L’azienda ha presentato Enterprise Storage 3, la prima soluzione supportata commercialmente a essere basata sulla release Jewel del progetto open source Ceph. Inoltre, il vendor ha annunciato una novità nel campo dell’archiviazione a oggetti scalabile basata su Suse Enterprise Storage e realizzata in collaborazione con Hpe. Con questa nuova soluzione, le aziende clienti potranno gestire in modo più efficace le problematiche dello storage di dati su grande scala. La novità si avvale dei server Hpe Apollo 4000 ottimizzati per l’archiviazione, di server Proliant Dl380 e della famiglia Cloudline Cl5200: una nuova linea di appliance per i service provider e i data center ad alta scalabilità basati sugli standard Open Compute Platform.

La versione Jewel di Ceph ha permesso a Suse di aggiungere alla propria soluzione funzionalità come l’accesso nativo al file system CephFs, unificando così tutti gli accessi a blocchi, a oggetti e a file all'interno dei cluster Suse Enterprise Storage. Il cuore della soluzione Sds del vendor è Posix-compliant (Portable Operating System Interface), vale a dire che è basato sulla serie di standard per la compatibilità tra diversi sistemi operativi.

Inoltre, con la nuova release è disponibile la replica multisito degli oggetti, che crea così un ambiente multi-cluster active/active asincrono per la replica a distanza: in questo modo, si rafforza la ridondanza delle strategie di disaster recovery, insieme con la replica a lunga distanza dei blocchi mediante mirroring asincrono (Rdb).

Infine, Enterprise Storage 3 porta con sé un nuovo framework che semplifica la gestione dell’ambiente mediante un tool grafico avanzato (basato su openAttic) e l’orchestrazione del cluster tramite Salt.